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25.01.2026

Corsi neve & ghiaccio

Sul magnifico sfondo del Gran San Bernardo si trova la pista del TCS dedicata alla guida d’inverno.

Uno sguardo dietro le quinte prima dell’apertura.

Testo Jérôme Burgener
Foto Olivier Vogelsang

Bourg-St-Pierre
Primo compito di Claude Lattion: rimuovere la neve con l'ausilio di un trattore dotato di pala.

«Quando qualcuno frena e l’auto inizia a slittare, le urla arrivano fino a Martigny», sorride maliziosamente Claude Lattion. Eppure Martigny dista 40 chilometri ed è a 1500 metri a valle della pista di Bourg-Saint-Pierre, dove si svolgono i corsi di guida su neve e ghiaccio di TCS Training.
Per aiutare gli automobilisti a migliorarsi, e talvolta a vivere qualche brivido «perfettamente controllato», è da oltre trent’anni che Claude Lattion prepara il tracciato della pista a partire da inizio dicembre. Sottolinea l’utilità di questo tipo di addestramento, soprattutto per i più ansiosi: «Quando arrivano, hanno paura della neve, paura di slittare. Poi, nel corso della giornata, acquisiscono sicurezza».
Il responsabile tecnico ci spiega i diversi punti del percorso: «C’è un grande cerchio su cui le auto girano e qui l’obiettivo è far capire ai conducenti che, aumentando la velocità, finiscono per sbandare». In un altro punto vengono istruiti all’ultimo momento se girare a destra o a sinistra. «E anche qui li aspetta una piccola sorpresa», aggiunge. Infine, un’area è dedicata agli esercizi di frenata e alle partenze in salita.
La collinetta, creata il giorno prima, permette di affinare la tecnica in condizioni simili a quelle reali. Perché, come ricorda Claude Lattion: «In montagna nevica spesso, e le strade sono raramente piane».

Condizioni meteorologiche e temperatura, fattori determinanti

Bourg-St-Pierre
La neve è presente, ma non abbastanza compatta per i gusti di Claude Lattion.

Comunque la creazione di un tracciato di questo tipo dipende molto dalle condizioni atmosferiche. «Ha nevicato, ma non fa abbastanza freddo da indurire la neve», osserva, nonostante la temperatura sia di -2 °C in questa mattina di dicembre. La temperatura diurna è insufficiente, molto probabilmente si dovrà risistemare la pista più tardi, molto più tardi. «Nel fine settimana le notti dovrebbero essere molto fredde. Quindi lavoreremo di notte. Quando si fa un lavoro come questo, bisogna adattarsi alle condizioni atmosferiche, tutto qui», dice pragmatico l’addetto alla preparazione delle piste, gestore anche dell’hotel ristorante Bivouac de Napoléon.
Anche se non fa abbastanza freddo, alcuni lavori si possono fare. Innanzitutto, spazzare la neve con un trattore dotato di pala per tracciare il percorso. Quindi spianarla con una battipista. Successivamente si completa la massa con un cannone da neve, prima che si solidifichi, o si accelera il processo spruzzandoci sopra dell’acqua.

Per evitare di sbandare

In inverno, le condizioni meteorologiche possono mettere in difficoltà numerosi automobilisti e veicoli, sebbene muniti del corretto equipaggiamento invernale. Per questo motivo il TCS propone dei corsi di guida per imparare ad adottare il comportamento corretto su strade scivolose, ricoperte di neve o ghiaccio, ed esercitarsi nella pratica.

Tutti i nostri corsi su neve e ghiaccio

Una coppia vincente

Bourg-St-Pierre
Il gatto delle nevi è un prezioso strumento di lavoro per Emile Ançay, che ha già sette stagioni di apprendimento alle spalle.

Dal 2018, ad affiancare Claude c’è Emile Ançay, cugino di secondo grado di sua moglie. A soli 26 anni, ha vanta già ben sette stagioni da «apprendista». Boscaiolo di professione, la sua passione per le macchine lo ha portato a imparare piano piano a maneggiare qualsiasi mezzo necessario alla preparazione del terreno. «È davvero interessante lavorare su questa pista e cercare di migliorarla il più possibile. E poi, sbagliando si impara, no?», osserva il giovane.
Nato a Bourg-Saint-Pierre, Emile Ançay conosce la montagna: «Non è un requisito indispensabile per un addetto alla preparazione delle piste, ma è sicuramente un grande vantaggio, anche se il terreno e le condizioni atmosferiche sono quello che sono». Due uomini sono meglio di uno per assicurarsi che tutto sia pronto per il 26 dicembre, data del primo corso di guida su neve e ghiaccio. L’ultimo è a fine febbraio. In due mesi, Bourg-Saint-Pierre accoglie tra gli 800 e i 1000 partecipanti, ovvero circa 24 per sessione. Un lavoro intenso per i due uomini. «Siamo sempre a disposizione in caso di bisogno. Quando fa bello, non abbiamo tanto lavoro. Quando, invece, il vento soffia troppo forte o c’è troppa neve, dobbiamo lavorare per migliorare la visibilità», spiega Claude Lattion. Offrire ai partecipanti le migliori condizioni possibili è una priorità: ogni giorno dobbiamo sistemare il terreno. Se nevica troppo, si deve spalare la neve, come su una strada normale. E se non nevica abbastanza, bisogna integrare con il cannone da neve.
Fortunatamente per Claude Lattion ed Emile Ançay, al termine della stagione dei corsi, a fine febbraio, non c’è quasi più nulla da fare: «La natura fa il suo corso, la neve si scioglie. Quando è sparita completamente, facciamo un po’ di pulizia».
Prima di rimettere la sveglia a orari impossibili e riprendere, dieci mesi dopo, il comando delle macchine.

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