Vacanze balneari con l’auto elettrica: è possibile?

Recarsi in vacanza al mare con l’auto, soprattutto d’estate, è comune per numerosi Svizzeri. Ma ciò, visto il crescente successo d’immatricolazioni, può funzionare anche con l’auto elettrica? Il TCS ha fatto un test recandosi con diverse automobili elettriche in Costa Azzurra (1715 km) e in Toscana (1512 km). Risultato: ci si può spostare con veicoli elettrici anche in Italia e in Francia a condizione d’essere preparati.

19 giugno 2019

Le auto elettriche sono sempre più apprezzate: fra dieci auto nuove vendute nel primo trimestre del 2019, una disponeva di un propulsore alternativo, con un aumento di addirittura del 130%. Resta il fatto che, a causa dell’autonomia limitata e di una rete di stazioni di ricarica mon ancora sufficientemente estesa, numerosi automobilisti esitano ad acquistare un’automobile elettrica. Tuttavia, il TCS ha compiuto due viaggi di prova che dimostrano che è possibile percorrere lunghi viaggi all’estero anche con una vettura elettrica. 

 
Ricarica in Italia: sì, ma al di fuori delle autostrade
Sul mercato attualmente non ci sono fornitori che propongono tanto in Svizzera, quanto nel Sud dell’Italia una rete di ricarica sufficientemente estesa; pertanto, per questo viaggio-prova nella vicina Penisola è stato necessario trovare una soluzione alternativa. Il TCS ha scelto quindi Nextcharge, che non dispone di proprie stazioni di ricarica, ma che ha concluso contratti di partenariato con vari fornitori, tanto da essere in grado di offrire una fitta rete di stazioni di ricarica. L’app di Nextcharge dev’essere caricata precedentemente di una somma per poter pagare poi il rifornimento d’energia nelle varie stazioni, può essere sintonizzata su più lingue e la carta di ricarica consigliata è recapitata una settimana dopo l’ordinazione. Nel pianificare l’itinerario in Toscana, con sorpresa si è constatato che non c’erano colonnine di ricarica rapida sulle aree di servizio e di riposo delle autostrade italiane. Quindi, bisogna abbandonare l’autostrada e di conseguenza pagare il pedaggio per procedere alla ricarica.

Grazie alla fitta rete di stazioni di ricarica, vacanze balneari senza problemi in Francia
Per recarsi nella Francia meridionale, è stato pure necessario cercare un’alternativa per l’assenza di contratti di partenariato con fornitori svizzeri di stazioni di ricarica. La scelta è caduta su Chargemap, che a sua volta non dispone di colonnine di ricarica proprie, ma che, con accordi di partenariato, offre una rete molto fitta. La carta di ricarica costa 20 euro (una tantum) ed è recapitata circa una settimana dopo l’ordinazione. Contrariamente al modello italiano, il pagamento avviene a posteriori attraverso fattura. Il sistema francese è comodo in quanto le colonnine di ricarica rapida sono ubicate nelle aree di servizio delle autostrade.

Aspetti importanti da osservare recandosi in vacanza con un’auto elettrica
Questo test ha rilevato che è perfettamente possibile partire in vacanza con un’auto elettrica. In tutti i casi, è comunque necessario pianificare i tragitti, che possono essere concepiti in modo ottimale prevedendo delle soste per la ricarica ogni 35 / 50 minuti, abbinando momenti per acquisti o visite. L’inquietudine per la carenza di una rete di ricarica s’è rivelata infondata. Le infrastrutture di ricarica in Italia e in Francia sono a disposizione e, tenuto conto del numero ancora esiguo di auto elettriche circolanti, le colonnine di ricarica sono sovente libere. In futuro, ciò potrebbe tuttavia rivelarsi un problema. 

Grazie ai contratti di partenariato, le stazioni di ricarica dei fornitori svizzeri sono soprattutto ben presenti in Germania, Austria e Svizzera. Per i Paesi a meridione occorre dunque cercare un fornitore, dato che una ricarica presso una società terza può rivelarsi molto cara. Le soste di ricarica si consiglia d’organizzarle secondo la regola del 20/80%. Ci si fermerà dunque al più tardi quando l’autonomia scende al 20%. Questa riserva permette eventualmente di raggiungere la colonnina di ricarica rapida successiva, nel caso in cui la prima non funzionasse. Il processo di ricarica dal 20% all’80% richiede circa lo stesso tempo che dall’80% al 100%. Si guadagna quindi tempo ricaricando la batteria soltanto all’80%.
 

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Renato Gazzola
Renato Gazzola
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