Airbag per ciclisti convince solo con riserva

Con la bella stagione, dopo la pausa invernale segnata dal freddo e dalla neve, ritornano numerosi i ciclisti sulle strade in sella alle loro due ruote. Ma ciò non è scevro da preoccupazioni: ogni anno in Svizzera si verificano oltre 4'000 incidenti con la bicicletta. Questa realtà e la ricerca di una migliore sicurezza hanno convinto il TCS ad esaminare attentamente due nuovi tipi di casco.

28 marzo 2019

Casco con illuminazione integrata
Ultimamente sul mercato sono apparsi i primi caschi con illuminazione integrata, dotati di luci intermittenti indicanti la direzione e la frenata. Unitamente ai fanali anteriori e posteriori sono in linea di principio autorizzati e garantiscono effettivamente una migliore visibilità. Da tener presente, tuttavia, che questi caschi non sostituiscono le classiche luci sulla bicicletta e non esonerano nemmeno il ciclista dall’obbligo di segnalare le sue intenzioni con un cenno della mano. Il TCS ha esaminato attentamente il casco da ciclista Lumos, le cui 60 luci LED si accendono e si spengono facilmente premendo un pulsante e con un telecomando, fissato sul manubrio, si può attivare l’accensione delle luci intermittenti integrate sui lati del casco. Tramite una app, è possibile procedere a regolazioni supplementari e verificare il livello di carica della batteria. Lumos è un casco confortevole e il suo peso, rispetto ai caschi usuali, è relativamente alto (380 g); è autorizzato anche per ciclomotori e bici elettriche veloci. Due aspetti negativi: le fessure d’aerazione sono molto strette ed è prodotto in taglia unica. C’è solo una rotella di regolazione che consente di adattare l’assetto del casco alla circonferenza della testa (da 54 a 62 cm).

Il casco-airbag quale alternativa al casco normale
Il casco Hövding 2.0 Airbag costituisce una novità e un’alternativa al casco tradizionale. Sistemato come una sciarpa attorno al collo, in caso di caduta, si gonfia e protegge non soltanto la testa, ma anche il collo e la nuca. Questo dispositivo non scompiglia la capigliatura e offre un’imbottitura di protezione più consistente rispetto ad un normale casco. Le prove pratiche hanno dimostrato, però, che solo in determinate condizioni l’airbag riduce realmente l’impatto esercitato sulla testa in situazione di collisione. Per esempio, in caso di urto contro un’automobile all’altezza della portiera del conducente, la testa del ciclista andrà a sbattere sul tetto della vettura ben prima dell’attivazione dell’airbag: in simili situazioni, un casco da bici tradizionale è più efficace. Anche in caso d’urto con un ramo pendente, l’airbag non si aprirebbe. Altro aspetto negativo: il modello Hövding dev’essere attivato subito prima della partenza e disattivato ancora prima di scendere dalla bicicletta e non è autorizzato per i ciclomotori e per le bici elettriche veloci.
 

Portare sempre un casco
Fondato nel 1896 da un gruppo di ciclisti, il Touring Club Svizzero si è sempre impegnato a favore degli amanti della bicicletta e, per la loro sicurezza e incolumità, raccomanda sempre di portare il casco quando si viaggia su due ruote, anche se in Svizzera il casco è obbligatorio solo per le bici elettriche veloci e per i ciclomotori. Da ricordare che dal 1° febbraio 2019, i conducenti di ciclomotori hanno la possibilità di scegliere tra un casco da ciclomotorista o uno da ciclista. Mentre per chi si reca all’estero, in certi paesi sono in vigore altre regole, per esempio, chi utilizza biciclette elettriche che viaggiano a 45 km/h è obbligatorio portare un casco da moto.

Regolare correttamente il casco
Costosi caschi da bici non sono necessariamente più efficaci dei modelli più vantaggiosi. È importante che il casco si adatti bene alla testa del ciclista, che non oscilli e che sia confortevole. I cinturini attorno alle orecchie e sotto il mento devono aderire alla pelle, senza creare pressione. Il bordo anteriore del casco deve trovarsi due dita al di sopra della radice del naso, per meglio proteggere il viso in caso di incidente. Un casco danneggiato in seguito ad una caduta dev’essere sostituito, anche se non si intravedono danni palesi.

 

Informazioni del TCS

  • Le piste e i percorsi ciclabili non sono facoltativi: la loro utilizzazione è obbligatoria.
  • Al crepuscolo, di notte e nelle gallerie, il ciclista deve viaggiare con almeno una luce bianca davanti, non intermittente, e una rossa dietro accese.
  • Illuminazioni supplementari sono consentite a condizione di non abbagliare gli altri utenti della strada ed avere colori regolamentari.
  • Caschi e pedali illuminati sono tollerati, ma non sostituiscono l’illuminazione regolamentare della bicicletta ed i cenni della mano.
  • Le luci intermittenti per segnalare la direzione sono ammesse, a condizione che siano gialle e montate a paia in modo simmetrico.
  • Raccomandazione: portare sempre un casco da ciclista in bicicletta, in una bici elettrica lenta e utilizzando altri mezzi assimilabili a veicoli (monopattini, skater ecc.).
  • I moderni caschi airbag possono offrire una buona protezione, a parte alcune situazioni, ma non sono ammessi per i ciclomotori e le bici elettriche veloci.
  • Indossare indumenti muniti di elementi catarifrangenti: essi sono visibili già a una distanza di 140 metri.
  • Ogni anno in Svizzera, viene annunciata alla polizia la scomparsa di oltre 35´000 biciclette. Il numero effettivo è sicuramente superiore, in quanto numerosi furti non sono dichiarati e meno del 5% di questi viene chiarito.


Consigli del TCS
Assicuratevi sempre delle buone condizioni tecniche della vostra bicicletta e verificate, in particolare, gli elementi di sicurezza come: ruote, pneumatici, freni e illuminazione. Le biciclette non sono sottoposte a controlli ufficiali periodici, quindi, sovente i difetti sono rilevati solo nel corso di controlli di polizia. Il ciclista è responsabile direttamente del buon funzionamento della sua bici e deve personalmente provvedere alla perfetta manutenzione oppure affidarla ad uno specialista.

Con TCS Bike Assistance potete fare affidamento su una protezione casco completa, sia che siate vittima di una caduta, sia di una collisione o di un furto, anche al di là delle frontiere svizzere. Ulteriori informazioni su www.tcs.ch.

 

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