21.08.2019

Il tragitto degli allievi visto dai genitori

Un sondaggio TCS su un campione rappresentativo di genitori fornisce ragguagli interessati sui percorsi casa-scuola in Svizzera.

21 agosto 2019

A preoccupare maggiormente i genitori è il traffico

Sono rari i genitori perfettamente tranquilli sapendo i loro figli sulla strada che li porta a scuola. La maggior parte è in preda ad un’apprensione più o meno fondata, al pensiero che possa succedere loro qualcosa. Per conoscere meglio i pericoli più fortemente percepiti, il TCS, in collaborazione con l’istituto demoscopico Link, ha condotto un sondaggio fra 500 persone con figli di età fra i 4 e i 13 anni nella Svizzera tedesca e romanda.

L’indagine indica che due terzi di tutti gli scolari in Svizzera devono affrontare un tragitto lungo fino ad un chilometro. Tre quarti devono attraversare la strada, taluni anche 3 volte. Ecco spiegato perché le ansie dei genitori si concentrano sul traffico motorizzato. Le maggiori fonti di pericolo sono la distanza, la densità del traffico nel perimetro scolastico e i limiti di velocità troppo elevati. In due terzi dei casi il percorso incrocia un tratto stradale in cui i veicoli vanno a 50 km/h. Un bambino su dieci è addirittura costretto ad attraversare una strada dove si circola a 80 chilometri all’ora!

Il fossato che divide

Il Röstigraben, cioè le differenze di mentalità fra Svizzera francese e tedesca, emerge chiaramente nelle misure prese dai genitori interpellati quando è in gioco la sicurezza sul percorso scolastico: coloro che fanno da tassisti per i bambini sono molto più numerosi nella Svizzera romanda, dove il 30 per cento degli intervistati hanno confermato di portare regolarmente i bambini a scuola in automobile, contro appena il 7 per cento che dice di farlo nella Svizzera tedesca.

Riscontro interessante, le differenze geografiche spariscono mettendo in correlazione reddito e modalità di trasporto: al di qua e al di là della Sarine, il 21% dei nuclei famigliari con un reddito di oltre 10 000 franchi al mese tendono a trasportare i figli in auto, nella fascia tra 6000 e 10 000 franchi la quota scende al 10 per cento. Le ragioni più frequenti perché si sceglie di condurli a scuola in auto sono la sicurezza e il risparmio di tempo.

La bicicletta è snobbata in Romandia

Nella Romandia sono i genitori ad accompagnare i bambini a scuola, allorché nella Svizzera tedesca è usanza diffusa che i bambini vanno a scuola autonomamente insieme ai coetanei (65 contro 40 per cento). Netta differenza poi pure per quanto riguarda la bicicletta come mezzo per andare a scuola: nella Svizzera Germanofona quasi il 70% la usa quotidianamente o più volte alla settimana, contro appena il 37% dei bambini romandi che inforcano la due ruote con una certa frequenza.

Quale motivo ipotizzato, il fatto che quasi tutti i bambini svizzero tedeschi (85 per cento) assolvono un test per ciclisti, allorché sono soltanto poco più della metà (55 per cento) a farlo nella Svizzera romanda. Qui, per contro, sono più diffusi gli scuolabus e i pattugliatori scolastici.


TEXTE DOMINIC GRAF | ILLUSTRATION NICOLAS KRISTEN

Le sette regole d’oro

Consiglio n. 1: Percorrete il tragitto più volte prima dell’inizio dell’anno scolastico assieme al vostro bambino o bambina per renderlo attento/a ad eventuali pericoli.

Consiglio n. 2: Scegliete il percorso più sicuro, non quello più corto.

Consiglio n. 3: Fate indossare a vostro figlio/a abiti chiari e riflettenti.

Consiglio n. 4: Prima di attraversare sulle strisce fermatevi al bordo del marciapiede, guardate in entrambe le direzioni ed osservate il traffico. Aspettate che le ruote dei veicoli non si muovano più («ruote ferme, bimbi salvi»).

Consiglio n. 5: Non attraversate correndo, ma camminando normalmente.

Consiglio n. 6: Sulle strade senza marciapiede camminate sul lato sinistro.

Consiglio n. 7: Siate sempre un buon esempio per vostro figlio/a. I bambini sono acuti osservatori ed imitano il comportamento degli adulti.

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