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29.04.2020

Il ritmo della musica

Non s’inanellano premi prestigiosi andando adagio – parola di Loco Escrito, al secolo Nicolas Herzig. Il fenomeno latino è sulla cresta dell’onda. Non è solo la musica ad ispirarlo, bensì pure il rombo della sua moto.
29 aprile 2020

Gli piacciono le moto, basta guardare i suoi video per capirlo. Nicolas Herzig, meglio conosciuto col nome d’arte Loco Escrito, si presenta al nostro appuntamento in auto. Arriva con una Mercedes Classe E quando, visto il personaggio, ci aspetteremo di vederlo scendere da una Ferrari rossa fiammante. Eppure lo svizzero con radici colombiane che spopola a suon di ritmi latini, è rimasto coi piedi per terra. Ed infatti il 30enne smonta subito lo stereotipo dell’artista stravagante: «Non sono tipo da ostentazioni lussuose». Per lui, l’importante è che l’auto sia piacevole da guidare e, siccome viaggia molto, confortevole.

Ammette che non disdegnerebbe certo una supersportiva Porsche GT3, da portare in pista. E forse questo sogno diventerà presto realtà per la star del reggaeton nato a Medellín e cresciuto a Wetzikon che ha iniziato a scrivere testi in spagnolo e rappare già a dieci anni. Fa furore nel 2015 con il brano «Bien Contento» che presenta al talent show della televisione svizzera «Die grössten Schweizer Talente». Da allora, le cose gli stanno andando alla grande. Nel 2018 trionfa agli MTV Europe Music Awards come «Best Swiss Act». Nel 2019 vince nella categoria «Best Hits» agli Swiss Music Awards con «Adiós», facendo il bis nel 2020 con «Punto». Ad oggi, ha conquistato il disco di platino per tre suoi singoli, oltre a un doppio platino. Ed il suo palmarès non finisce qui, conquista le platee anche in Spagna e nell’America del Sud. 

Il prezzo del successo

Ma la fama si paga: il padre di una bambina piccola è via per tre mesi all’anno. Alla domanda se non gli pesa assentarsi tanto risponde: «Ogni lavoro, per quanto fantastico, ha degli svantaggi. Per vivere l’emozione del palco devo viaggiare». Comunque ha dei precisi obiettivi, ed è consapevole di ciò che sta facendo e perché. Per lui, conta chi ha intorno. Il suo team di lunga data si compone di una dozzina di persone fra manager e produttori che di solito lo accompagnano in tournée. Con tutti i chilometri che macina apprezza il soccorso stradale che ha dovuto chiamare più volte. D’altronde tutta la sua famiglia è affiliata al TCS, tiene a precisare.

Non basta la voglia di sfondare. Se molti l’hanno, Nicolas Herzig sta perseguendo con tenacia il suo sogno di diventare un grande della musica latina: «Naturalmente ci vuole talento, bisogna saper cantare e vendersi, ma il successo è fatto di duro lavoro», dichiara. Analizza continuamente dove potrebbe migliorare e per lui, il «no» non esiste. Invece di lamentarsi che il coronavirus abbia fatto saltare ingaggi programmati da tempo, non ha esitato un secondo a lanciare assieme al soulman Seven la maratona di concerti in diretta streaming «Alles wird gut» (Andrà tutto bene, ndr.). Caparbio, va per la sua strada e non c’è ostacolo che possa fermarlo. Neanche il terribile incidente in moto che subisce nel 2015, quando viene travolto da un autista distratto. Nonostante la lunga degenza in ospedale, seguita poi da mesi di riabilitazione, non ci pensa proprio a mettere la sua passione ruggente in un cassetto. Non rinuncerebbe per nulla al mondo al brivido della velocità, alla sferzata di adrenalina che la moto gli regala. «Certo, ora sono più prudente, prima pigiavo troppo sull’acceleratore» confessa. Adesso, invece di correre, veleggia: in sella alla Harley Davidson Street Glide Special la guida è paciosa. In sella riesce a dimenticare completamente quel che lo circonda.

Testo: Juliane Lutz
Foto: Linda Pollari

Loco Escrito

«Naturalmente ci vuole talento, bisogna saper cantare e vendersi, ma il successo è fatto di duro lavoro» Loco Escrito

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