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25.11.2021

Alle soglie di una nuova era della mobilità

Il sociologo del traffico Jörg Beckmann considera la crisi del coronavirus come una grande opportunità per la mobilità di domani.
25 novembre 2021

Nell’intervista il direttore dell’Accademia della mobilità del TCS spiega come possiamo mettere a frutto gli effetti della pandemia per le persone e l’ambiente.

Joerg Beckmann
«Je vois le plus grand potentiel dans la mobilité partagée, électrique et surtout active»
Dr. Jörg Beckmann, directeur de l’Académie de la mobilité du TCS

In che misura la pandemia ha cambiato la nostra mobilità?
Jörg Beckmann: La pandemia sta cambiando la nostra mobilità a breve, medio e lungo termine. A breve termine stiamo sperimentando alcuni effetti dello spostamento da un mezzo di trasporto all’altro a causa delle misure antipandemia, ma questi saranno perlopiù reversibili. A medio termine si faranno sentire le tendenze che riguardano la mobilità e che esistevano già prima, ma che ora stanno guadagnando ulteriore forza. In particolare mi riferisco alla grande influenza della digitalizzazione sulla mobilità, in primis il telelavoro e le videoconferenze, che sta portando a massicci effetti di sostituzione nel pendolarismo e nelle trasferte.

E a lungo termine?
A lungo termine, anche nel settore dei trasporti emergeranno con più forza le questioni della resilienza e della sostenibilità. Crisi profonde come la pandemia e il cambiamento climatico stanno inaugurando una nuova era della mobilità e ci costringono a cercare tecnologie e modelli di affari che garantiscano una buona qualità di vita e consentano di lavorare con profitto anche con meno traffico e più mobilità.

Che tipo di tecnologie e modelli di affari potrebbero essere?
Vedo il più grande potenziale nelle soluzioni mirate ad una mobilità che sia condivisa, elettrica e soprattutto attiva. «Utilizzare invece di possedere», «ricaricare invece di far benzina» e «essere mobili invece di stare al volante» sono i principi della mobilità del futuro. In concreto, ciò significa condividere viaggi e vettura, sostituire veicoli con motore a combustione con modelli elettrici e usare il più possibile strumenti di micromobilità come bici, e-bike e monopattini elettrici. La trasformazione digitale può essere d’aiuto, soprattutto se in futuro le auto a guida autonoma saranno messe al servizio della mobilità condivisa.

Durante la pandemia è rimasto sorpreso da uno sviluppo in particolare?
La rapidità con cui ci siamo adattati; per esempio abbiamo trascorso vacanze altrettanto belle nei campeggi vicini senza dover prendere un aereo. Viceversa sono stato stupito che molti operatori abbiano subito ripreso a calcolare con vendite di auto e prenotazioni di voli a livelli pre-Covid-19, senza interrogarsi se questo ha senso e senza ­cogliere la crisi come un’opportunità di rinnovamento e cambiamento – come si farebbe con una crisi personale.

Questo vale anche per la mobilità condivisa, che ha subito una notevole battuta d’arresto?
Naturalmente, con il primo confinamento molti fornitori di mobilità condivisa – proprio come nel trasporto pubblico – hanno visto crollare il ricorso ai loro servizi. Tuttavia, la maggior parte di loro ha poi reagito abbastanza rapidamente e ha ricominciato ad aumentare le vendite offrendo novità come il noleggio a lungo termine. Inoltre, i fornitori di monopattini elettrici, ad esempio, hanno approfittato dell’anno del coronavirus 2020 per portare l’offerta dalle metropoli alle città medie e piccole. Nel complesso, molti fornitori hanno già conquistato una posizione migliore di prima.

L’auto è vista come il mezzo uscito vincitore dalla pandemia. Come può il trasporto pubblico ritrovare la fiducia e i tassi di occupazione di un tempo?
Gli importatori di auto vedono certamente le cose in modo diverso considerato il massiccio calo delle vendite nel 2020. Ritengo che nel traffico motorizzato individuale il vincitore sia chiaramente l’elettromobilità, o meglio l’auto elettrica che vive un autentico boom. Per quanto riguarda i mezzi pubblici, alla luce dei rapidi sviluppi nel mondo dei trasporti, la via d’uscita dalla crisi del coronavirus può essere trovata soltanto attraverso l’offerta di prestazioni innovative. Si deve cioè rispondere adeguatamente alle nuove abitudini di mobilità degli utenti innescate dal Covid-19 e stare al passo con le innovazioni introdotte dai nuovi attori.

Per lei dunque l’elettromobilità esce vincente dalla crisi del coronavirus. Presto guideremo solo veicoli con batterie?
La risposta è sì! Non è più una questione su cui si dibatte, essendo accettata politicamente, tecnologicamente, economicamente e nella vita quotidiana. E secondo me entro il 2030 non si venderanno più veicoli nuovi con motore termico.

Il progetto delle bici cargo elettriche di Carvelo2go ha riscosso un ottimo successo anche durante la pandemia. Come se lo spiega?
Soprattutto nelle città la cargo bike elettrica è semplicemente il veicolo migliore. Costa molto meno – e ancora meno se lo affitti da noi. Nel traffico urbano è più veloce del trasporto pubblico tradizionale e dei mezzi di trasporto privati, è molto più divertente, sia sul sellino che sulla superficie di carico, e protegge l’ambiente. La via d’uscita dalla crisi sanitaria e climatica passa chiaramente anche per la bici cargo elettrica.

In pillole
Jörg Beckmann è il direttore e fondatore dell’Accademia della mobilità del TCS. Dal 2008 è responsabile dell’Accademia e membro della direzione dell’associazione Swiss eMobility. Il 54enne ha un dottorato in sociologia del traffico e una laurea in ingegneria urbanistica.

Intervista: Dominic Graf
Foto: TCS

Carvelo
 
Carvelo2go – una storia di successo

È un tassello del mosaico che contribuisce ad una mobilità più ecologica e più sana – e per più di 27 mila utenti, le biciclette cargo elettriche di Carvelo2go sono già i migliori veicoli per la città. Lanciata nel 2015 dall’Accademia della mobilità del TCS come prima piattaforma di condivisione al mondo per le biciclette da carico elettriche, oggi oltre 360 di questi pratici veicoli possono essere noleggiati in oltre 80 città e comuni svizzeri.

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Maggiori informazioni su: carvelo2go.ch 

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