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24.06.2022

Scollinando in Stiria

La Stiria orientale è considerata una vera attrazione anche tra gli austriaci.
24 giugno 2022

Con le sue dolci colline la regione è ideale per i ciclisti che amano combinare cultura, natura e un tuffo alle terme.

Velotour
Chi vuol esplorare la Stiria orientale su due ruote deve essere in forma o ripiegare su un’elettrica.

Spingiamo le nostre biciclette verso la «basilica di San Pietro della Stiria». Ovvero la maestosa parrocchia di Pöllau, la cui pianta e cupola ricordano la più grande chiesa cattolica del mondo. Non meno impressionante il vicino santuario Pöllauberg. Dopo la deviazione a nord, ci dirigiamo verso sud attraverso il «giardino dell’Austria», come viene affettuosamente chiamata la Stiria orientale. A ovest di Hartberg si stende il paese delle mele di Stubenbergsee, a nord-est quello delle erbe di Wechselland. Nella regione si coltivano pure mais, cereali e vino. Ci fermiamo da Kober Wein per uno spuntino a base di pane nero e carne affumicata, insalata di fagioli e un bicchiere di bianco. Gli abitanti della Stiria orientale confessano umoristicamente che il calendario delle taverne, il «Buschenschankkalender», è la loro lettura più importante. Certo, bisogna sapere quando i singoli agricoltori sono autorizzati a mescere il vino.

L’arte di Hundertwasser

Bad Blumau ha un ­centro termale
unico nel suo genere. Porta la firma
di Friedensreich Hundertwasser.

Ben presto si scorge una cupola dorata che spunta sopra le cime degli alberi in mezzo al verde. È una torre delle terme di Bad Blumau progettata dal noto architetto Friedensreich Hundertwasser. Venticinque anni fa, l’area era ancora considerata l’ospizio dei poveri dell’Austria, fino a quando l’imprenditore edile carinziano Robert Rogner, assieme all’artista, ne realizzò la visione di un paesaggio architettonico in perfetta armonia con la natura. Il risultato è un fantastico parco termale con una superficie di 42 ettari, che merita di più di una breve visita.

Velotour
Un uomo e il suo castello Emanuel von Liechtenstein è in realtà un medico, ma per la maggior parte del tempo è impegnato con il Castello di Riegersburg, che appartiene alla sua famiglia dal 1822.

Il giorno successivo ammiriamo la quercia millenaria di Bierbaum – ci vogliono sette persone per abbracciare il suo tronco – prima di pedalare verso Riegersburg passando per Fürstenfeld. Dopo qualche chilometro, il paesaggio diventa molto collinare. Mentre saliamo a spirale, curva dopo curva, vediamo da lontano il simbolo della Stiria, il Castello di Riegersburg. Troneggia su una roccia vulcanica alta 482 metri, ciò che l’ha resa inespugnabile. Il proprietario, Emanuel von Liechtenstein, è medico di formazione, ma il quarantatreenne passa la maggior parte del tempo a occuparsi della manutenzione della famosa fortezza. Prima della pandemia, 140mila visitatori all’anno venivano a vedere le imponenti sale o il museo delle streghe. Dopo aver viaggiato in lungo e in largo, il simpatico principe è ancora molto legato alla sua terra d’origine: da ciclista, ne apprezza il paesaggio collinare e la cordialità degli abitanti.

Regione con «un certo non so che»

Velotour
Ridà vita a Domenico dell’Allio Durante le sue visite guidate, Gerhard Schleich si cala nei panni dell’architetto italiano che ha plasmato Bad Radkersburg.

A Bergl, non lontano da Riegersburg, l’ex pasticcere Josef Zotter si è reinventato cioccolatiere facendo scalpore con insolite varietà al gusto di formaggio. Nel goloso tour tra aromi, teatro del cioccolato e laboratori a vista si vive un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. I visitatori assaggiano l’invitante gamma di prodotti e scoprono che il cioccolato ha anche risvolti politici. Verso sera inforchiamo di nuovo la bici. Sul percorso in salita ci godiamo la vista sull’intrigante paesaggio vulcanico. Pernottiamo nel Castello di Kapfenstein immerso nei vigneti, a quota 470 metri.
Il giorno successivo si riprende a pedalare con molto slancio attraverso graziosi villaggi dove si vendono miele, vino e olio di semi di zucca. A 23 km di distanza ecco Bad Radkersburg, comune di 3100 abitanti all’estremità sud-occidentale della Stiria, con il fiume Mur che fa da confine con la Slovenia. Ci aggiriamo fra i vicoli con case barocche ­colorate, portici, la piazza principale con palazzi in vari stili architettonici. Dal 1975 Bad Radkersburg è una località termale: le perforazioni hanno fatto sgorgare acqua calda al posto di petrolio. Ma l’avvento del turismo non ha rovinato la città, che deve il suo aspetto attuale all’architetto del Rinascimento italiano Domenico dell’Allio. Durante le sue visite guidate, il fotografo Gerhard Schleich talvolta indossa i panni dell’architetto per interpretarne il ruolo. «Bad Radkersburg ha un certo non so che», dichiara. Un fascino al quale contribuiscono lo spazio cittadino ben conservato, la vicinanza alla Slovenia e il mix colorato di gente rurale e urbana, uomini d’affari, artisti e fan delle terme.

Il reportage è stato sponsorizzato da Oberösterreich Tourismus, Tourismus der Stadtgemeinde Baden, Erlebnisregion Oststeiermark, Tourismus Thermen- & Vulkanland e Graz Tourismus.

Noleggio biciclette:
Ad esempio presso il Bikecenter Geiger a Bad Waltersdorf; s’Radl-Eck Gollinger, Fürstenfeld; Frankl & Mitterer Rad OG, Bad Radkersburg

Testo: Juliane Lutz
Foto: Martina Siebenhandl

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Fürstenfeld

«I wül ham noch Fürstenfeld» è il ritornello di una canzone della band austriaca S.T.S lanciata nel 1984. La citazione ha reso famosa la placida cittadina da un giorno all’altro. Un aggettivo che la descrive bene è «vivace». Gli abitanti di Fürstenfeld amano il loro centro compatto con la piazza più ampia della Stiria e gli edifici storici ben conservati quali la Pfeilburg o la cosiddetta Grazer Tor. Molti negozi e pub, una discreta offerta culturale, buone scuole e la piscina all’aperto più grande d’Europa garantiscono un’alta qualità di vita. E la storia è emozionante: il tabacco vi ha svolto un ruolo importante, come pure la Svizzera nel 20° secolo. La città di Zugo ha aiutato
Fürstenfeld, gravemente danneggiata dalla guerra, fornendo 200 tonnellate di materiale di prima necessità durante due anni. Un gesto ricordato ancora oggi.

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