





Testo e foto Christian Bauer
A prua ci sono solo il mare e io. La superficie dell’acqua è liscia come l’olio, nessuna onda, nemmeno un’increspatura. Il mondo è viola, quasi nero, con sfumature che lo sguardo prova ad afferrare. È notte, forse le due o le tre. Passeggeri ed equipaggio dormono; solo l’ufficiale di guardia presidia il ponte e, come me, scruta quell’infinità che si apre davanti ai nostri occhi. Di tanto in tanto un «pfuuuuuuh» rompe il silenzio: una megattera emerge dagli abissi. Il suo sbuffo biancastro si dissolve nel buio, cerchi d’acqua si estendono verso il largo. Solo pochi minuti, poi la quiete torna a posarsi nel Nord Atlantico, da qualche parte tra le Isole Faroe e l’Islanda. Potrei restare qui per ore, e credere che il viaggio sia sempre stato così: silenzioso, immenso, sublime.
La realtà è stata un’altra. Il viaggio è iniziato – in un modo ironico, ma comunque magico – con una piccola compressa bianca. A cena terminata, poche ore dopo che la nave era salpata dal porto di Aberdeen, la «MS Seaventure» raggiunge il mare aperto tra la Scozia e l’arcipelago delle Orcadi. Il mare ruggisce. L’equilibrio cede. Lo stomaco preme come volesse rimandare in cucina il delizioso salmone servito a cena. La mattina seguente il capitano Arsen Prostov ci dirà a colazione che le piccole onde lo hanno cullato dolcemente nel sonno. Per tenerlo sveglio servirebbero ben altre mareggiate. Lo dice con la sicurezza di un orso di mare che ha navigato in tutte le regioni polari. Per me non è di conforto. Sono stordito, taciturno e mi aggrappo a ogni segno di terra come a un’altra compressa bianca.
Quando all’orizzonte compare una sottile linea verde nel grigio-azzurro del mare, tiro un sospiro di sollievo: le Shetland, terra ferma sotto i piedi. Appaiono fragili, queste rocce erbose, spoglie di alberi e battute dagli elementi e dal mare sferzante. Forse è per questo che il capoluogo Lerwick, con le sue case di granito grigio, sembra una fortezza. E forse per questo i pony sono bassi e robusti e le pecore portano una lana più calda di qualsiasi maglione hi-tech. Già, le pecore. Creature ignare dell’entusiasmo che suscitano in noi con il loro manto soffice e di vari colori. Ce le ritroviamo dietro ogni angolo ad attraversare la strada, costringendo il nostro pullman a fermarsi per farle passare.
Nelle Shetland quasi tutto ruota attorno alle pecore. Per ogni abitante se ne contano da sei a dodici, a seconda della stagione. E sulle Isole Faroe – il cui nome viene spesso interpretato come «isole delle pecore» – i placidi ovini sono stati addirittura ingaggiati ai fini della pubblicità. Prima che Google Street View arrivasse sull’arcipelago, intraprendenti faroensi installarono il cosiddetto Sheep View: telecamere fissate sul dorso delle pecore che trasmettevano in diretta al mondo la bellezza delle isole.
Noi, dal canto nostro, vediamo tutto dal vivo: la cascata Múlafossur, le case con tetti in torba a Bøur e la capitale Tórshavn – il porto del dio del tuono Thor, come suggerisce la traduzione, che si rivela sorprendentemente vivace. Il tempo a nostra libera disposizione lo trascorriamo nel caffè più bello del Paese, il Paname Café. Si trova in una tipica casa in legno, nel centro storico della città. E se non sapessimo di trovarci su una roccia erbosa nell’Atlantico, ci sentiremmo a Copenaghen.
Al momento di risalire a bordo vediamo che la nostra nave ha ottenuto concorrenza. All’attracco è infatti ormeggiata la «Le Bellot» della compagnia Ponant, una delle navi da spedizione più lussuose a solcare i sette mari. La nostra «MS Seaventure» appare quasi timida al suo fianco. Un po’ come una Land Rover parcheggiata accanto a una Rolls-Royce. La «MS Seaventure» ha già parecchie stagioni sulle spalle: per trent’anni ha navigato nelle regioni polari come «MS Bremen» per Hapag-Lloyd, prima di essere acquistata dalla cinese 66° Expedition. Costruita nel 1990, conserva il fascino d’antan. A me piace: le cabine piccole, il rivestimento in legno vissuto, la patina del tempo. Il lusso è superfluo quando davanti al balcone affiorano megattere maestose e uccelli marini sfrecciano lungo la balaustra.
Ne sa più di qualcosa il pilota del gommone Zodiac, guida escursionistica ed esperto di ornitologia che ci spiega tutto sulle diverse specie che avvistiamo. Le sue conferenze raramente seguono il programma: non appena scorge un alato oltre il finestrino, si incolla al vetro, e con lui metà del pubblico. Anche chi fino a quel momento non si era mai interessato molto agli uccelli viene contagiato dal suo grande entusiasmo. Come spesso accade nei viaggi di spedizione, l’accento è posto sulla divulgazione: ogni giorno il team propone interventi su storia, fauna o geografia. Più ci avviciniamo all’Islanda, più John, il geologo, si appassiona. «L’Islanda non è paragonabile a nessun’altra regione del mondo», afferma. «In Islanda si può osservare la Terra mentre si forma». Parla della dorsale medio-atlantica, di geyser, vulcani e ghiacciai. Ma per me personalmente questa spedizione nel Nord, per quanto ricco di impressioni, tocca il culmine in una creatura, poco più grande di una quaglia: nero e bianco, con becco triangolare colorato, goffo sulla terraferma – l’uccello pulcinella di mare detto anche clown del mare. Siamo a Seyðisfjörður, nel nord-est dell’isola, dove una colonia di uccelli ha trovato rifugio su una collina erbosa. Restiamo a lungo al punto d’osservazione, parliamo poco, osserviamo molto.
Il tempo trascorre in fretta. Ormai la settimana è agli sgoccioli e con essa la nostra avventura ai confini del mondo. L’ultima notte voglio godermela ancora una volta in coperta a prua. Sono di nuovo solo e mi perdo nella vasta oscurità che si stende sulle gelide acque. Avvolto dalla notte viola, ogni tensione mi scivola di dosso, proprio come il soffio di una megattera.
Il reportage è stato realizzato su gentile invito di Glur Reisen.
Come arrivare
Per l’andata volo dalla Svizzera ad Aberdeen con scalo ad Amsterdam. Ritorno dall’Islanda.
Cosa mettere in valigia
In estate le temperature sulle isole superano raramente i venti gradi. È quindi fondamentale portare abiti caldi per potersi vestire a strati, protezione da vento e pioggia (di norma le compagnie forniscono giacche da spedizione) e scarponcini da trekking comodi con suola antiscivolo: attenzione, il ponte bagnato può essere molto insidioso.
In caso di mal di mare
Di solito il corpo si abitua rapidamente al moto ondoso. Chi è sensibile dovrebbe tuttavia portare con sé compresse contro il mal di mare. Vi sono altri rimedi efficaci, si consiglia quindi di consultare il proprio medico o il farmacista prima della partenza.
Agenzia Glur Reisen è un operatore svizzero specializzato in tour nelle regioni polari, dall’Artico all’Antartico. Propone diverse crociere di spedizione tra Scozia, Shetland, Isole Faroe e Islanda. Il viaggio descritto è stato organizzato dalla compagnia cinese 66° Expedition. Anche le principali compagnie di viaggi di spedizione offrono itinerari simili.
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