Trombosi del viaggiatore

Quali sono i rischi e a cosa fare attenzione.


Una trombosi del viaggiatore può essere diagnosticata in seguito a un viaggio di più ore, non oltre le due settimane dopo il viaggio. A favorirla sono mancanza di movimento, restare seduti a lungo e perdita di liquidi.

Il rischio aumenta ulteriormente in caso di fattori di rischio individuali. Rischio ridotto: la durata del viaggio è inferiore a 5 ore e assenza di ulteriori fattori di rischio.

Rischio medio: oltre alla lunga durata del viaggio, sono presenti altri fattori di rischio, come gravidanza, obesità, età superiore ai 60 anni, terapia ormonale, malattie cardiache o delle vene e un’elevata predisposizione alla coagulazione.

Rischio elevato: la persona ha già sofferto di trombosi, malattie gravi, interventi subiti di recente, impossibilità di muovere una gamba (gesso).

Bere acqua
Per tutte le classi di rischio: bere abbastanza (0,1 litri d’acqua all’ora); rinunciare a bere alcol, caffè e ad assumere sonniferi.

Muoversi
Per tutte le classi di rischio: alzarsi regolarmente, camminare un po', roteare i piedi (ogni 1-2 ore durante 5-10 minuti).

Calze a compressione
In caso di rischio medio: indossare calze a compressione classe II.

Recarsi dal medico prima del viaggio
In caso di rischio elevato: profilassi farmacologica (eparina a basso peso molecolare che viene iniettata 2 ore prima del decollo).

I contenuti di quest’articolo provengono dalla rivista SWISS Magazine.

Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

Per considerazioni e input, potete contattarci per Email: mdtcsch

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