





Abbiamo testato l'efficacità dei sistemi di prevenzione degli incidenti quando piove, c'è nebbia, oscurità o rischio di abbagliamento.
Chi utilizza l’auto ogni giorno, si trova spesso ad affrontare condizioni ambientali difficili con piogga, diminuzione della luce, nebbia sulla carreggiata oppure il rischio di essere abbagliati dal sole basso o dai fari dei veicoli in arrivo. Proprio in queste situazioni, il TCS ha voluto capire quando sono efficaci oggi i sistemi moderni di assistenza e i sensori.
Nonostante il rapido sviluppo della tecnologia, non esiste ancora una procedura standardizzata per il test di questo tipo in condizioni metereologiche. I test più comuni si focalizzano spesso soltanto sulle condizioni ideali: valori di aderenza definiti, asfalto asciutto, buona visibilità, temperature superiori ai 5 °C e poco vento. La realtà, però, è ben diversa.
Per questo motivo, il TCS e i club partner di diversi Paesi hanno messo a confronto sei modelli attuali di autovetture dotati di sistemi di sensori diversi fra loro, sottoponendoli allo stesso programma di test, realistico e pratico. Il test concerne principalmente due ostacoli, ossia il pedone che attraversa e un veicolo fermo (manichino) con illuminazione.
Entrambi gli scenari sono stati testati in una “weather hall” (struttura coperta per simulazione meteo) in condizioni di maltempo variabili ma realistiche: pioggia debole e intensa al crepuscolo, nebbia leggera e fitta al buio, nonché abbagliamento diretto con nebbia leggera. I test sono stati effettuati presso il centro AVL, esperti per test nel campo della mobilità e sensori per la guida (Baviera).
La velocità durante il test era di 30 km/h, tipica dei contesti urbani e determinante per valutare il contributo dei sistemi di assistenza. L’analisi dei sensori mostra che attualmente il settore punta soprattutto su sistemi di fusione ibrida basati su telecamera e radar.
I veicoli selezionati per il test
Per confrontare le prestazioni di diversi set di sensori (telecamera, «fusion» = radar + telecamera; «fusion» con Lidar), è stata selezionata una gamma ampia di veicoli (sei in totale):
Risultati dei test
I risultati sono sobrii e istruttivi: nessun sistema supera tutte le situazioni. In particolare, la nebbia fitta si rivela un punto critico. In queste condizioni infatti quasi tutti i veicoli non superano il test, ad eccezione della Mercedes CLA, che mostra buone prestazioni anche quando la nebbia è molto densa. Tuttavia, le sono stati attribuiti punti negativi perché, in un caso, il sistema ha riconosciuto un pedone che attraversava e ha frenato per poi interrompere la frenata poco dopo senza un motivo plausibile.
La NIO EL6, dotata di radar, Lidar e telecamera, ha ottenuto risultati soddisfacenti, ma in presenza di nebbia fitta con visibilità inferiore ai 20 metri ha mostrato reazioni assenti o insufficienti.
Tesla dimostra che anche una filosofia hardware ridotta – ovvero basata solo su telecamere – può offrire prestazioni rilevanti. Il Model Y non evita tutti gli impatti, ma in tutti gli scenari ha dato almeno un avviso, offrendo così ai conducenti la possibilità di reagire in tempo. La presenza di numerosi sensori non implica per forza che le prestazioni siano migliori.
Anche il sistema a telecamere stereoscopiche di Subaru è spesso affidabile. Tuttavia, in condizioni di visibilità molto limitata – soprattutto con nebbia fitta – il sistema riduce le funzionalità o si disattiva. Avvisa comunque in modo chiaro il conducente che la visibilità è ridotta e, dopo il riavvio, è di nuovo operativo senza causare ritardi.
La fisica dell’elaborazione dei segnali e l’interazione tra luce, gocce d’acqua e superfici riflettenti sono una sfida importante.
Conclusione
I sistemi di assistenza sono aiuti validi, ma non sono piloti autonomi. Sensori avanzati possono fornire supporto in determinate situazioni, ma in condizioni difficili non è in grado di superare le prestazioni di un conducente attento. È essenziale che il veicolo segnali in modo chiaro quando un sistema di assistenza non è più disponibile.
Il conducente deve essere consapevole dei limiti della tecnologia, utilizzare i sistemi laddove risultano efficaci, rimanere vigile e mantenere sempre sotto controllo l’ambiente circostante.
Il TCS ha messo alla luce questi limiti. Essi dimostrano che il prossimo passo evolutivo non si deciderà su piste di prova asciutte, ma in condizioni reali con pioggia, nebbia e con i pericoli dell'abbagliamento tipici di chi guida tutti i giorni.
Struttura di prova AVL
I test sono stati effettuati presso il centro AVL DiTest, esperti per test nel campo della mobilità e i sensori di guida (Baviera). Il laboratorio indoor per la verifica e la validazione dei sensori dei sistemi di assistenza alla guida consente di creare condizioni ambientali controllate e riproducibili.
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