Batterie - Buono a sapersi

In tema di batterie di avviamento si è alle prese con termini tecnici sconosciuti ai non addetti ai lavori.


Prima dell’acquisto è opportuno informarsi sugli aspetti più importanti e tenere a mente alcuni accorgimenti per quanto riguarda la corretta manutenzione delle batterie.

La batteria convenzionale piombo-acido scomparirà in futuro?

Inventata oltre 100 anni fa, la batteria convenzionale è stata costantemente perfezionata tanto da costituire ancora oggi un buon compromesso in fatto di affidabilità, robustezza, riciclabilità e prezzo. Per auto non dotate di sistema start-stop è una scelta sempre indicata.

In quali campi si utilizzano le batterie AGM?

Le batterie AGM (Absorbent Glass Mat), dette anche batterie VRLA (Valve Regulated Lead Acid) sono una classe di accumulatori nelle quali l’elettrolito è assorbito dentro una matrice di sottili fibre di vetro. Sono state sviluppate per soddisfare le crescenti sollecitazioni poste alle batterie di avviamento dalle auto moderne. Pertanto si trovano spesso su modelli dotati di sistemi start-stop con recupero di energia. Queste hanno un basso tasso di autoscarica e si caricano più velocemente. Sono a prova di fuoriuscite, resistenti ai cicli e agli urti e hanno elevate correnti di spunto.

Attenzione: non si deve mai aprire un’AGM, per cui non è possibile misurare la densità dell’elettrolito. La tensione di carica non deve superare 14.8 V. Le batterie AGM non usate si conservano bene, e sono quindi adatte a veicoli fermi per periodi prolungati (camper, vetture d’epoca, battelli ecc.).

Che ne è delle batterie EFB?

Le EFB (Enhanced Flooded Battery) sono una versione perfezionata delle batterie umide convenzionali capace di soddisfare le maggiori sollecitazioni grazie alla loro migliore resistenza ai cicli e agli urti. Si prestano ad esempio alle vetture con sistemi start-stop semplici senza sofisticato meccanismo di recupero energia, oppure alle auto dotate di numerosi dispositivi energivori e usate frequentemente per tragitti brevi.

Vi sono test standardizzati per batterie al piombo?

La norma EN 50342-1 descrive il controllo delle batterie al piombo con una tensione nominale di 12 V, utilizzate per l’avviamento, l’illuminazione e l’accensione di veicoli.

Cos’è la prestazione all’avviamento a freddo e cosa significano le relative indicazioni?

La corrente di picco massima che una batteria fornisce per breve tempo e necessaria ad avviare il motore, detta spunto, è indicata sulla scatola in ampere. Deve essere fornita a -18°C durante 10 s, senza che la tensione scenda sotto i 7.5 V. In genere è 6-8 volte la capacità in Ah indicata sulla batteria stessa.

Cosa ci dice la capacità indicata?

È la capacità delle batterie (pile ed accumulatori) espressa in ampere ora (Ah), ovvero la carica elettrica che queste possono erogare durante un lasso di tempo determinato. La capacità nominale si riferisce ad una scarica di 20 ore con una corrente pari ad un ventesimo della capacità dichiarata (esempio batteria 60 Ah: 3° per 20h). Viene spesso indicata come K20. Dopo la fase di scarica a 25°C, la tensione non deve scendere sotto i 10.5 V (a norma EN 50342-1).

Cos’è un elottrodo?

Un elettrodo è un conduttore (per esempio metallo o grafite) usato per stabilire un contatto elettrico con una parte non metallica del circuito.

In una soluzione elettrochimica un elettrodo può essere un anodo o un catodo. Nelle batterie ricaricabili, durante la carica l'anodo è positivo e il catodo negativo, mentre durante la scarica la polarità è invertita.

Qual è la funzione dell‘elettrolito?

Nelle batterie piombo-acido ci si serve di acido solforico diluito come conduttore per stabilire il contatto fra gli elettrodi. Se il livello è basso non si deve mai rabboccare acido bensì esclusivamente acqua demineralizzata o distillata. La densità acidica di una batteria convenzionale a piena carica è di 1.28 kg/l a 25°C. L’elettrolito può anche essere di tipo gel o, come nelle batterie AGM, dove l’elettrolito è assorbito dentro una matrice di sottili fibre di vetro.

A cosa servono i separatori?

I separatori dividono gli elettrodi di diversa polarità. Nelle batterie umide le lastre positive e negative sono separate da materiale in polietilene. Nelle AGM si usano matrici di fibre di vetro altamente assorbente per fissare l’elettrolito.

Cosa s’intende per autoscarica?

Anche inutilizzata la batteria si scarica con il tempo e ciò ad una velocità che dipende dal tipo di costruzione e dalla temperatura. Più basse le temperature, più lento il processo di auto scarica. Attenzione: un contenitore sporco favorisce le perdite di corrente, ciò che accelera il processo di auto scarica.

Per auto scarica si intende il tempo che trascorre finché una batteria non utilizzata e stoccata in determinate condizioni esaurisca tutta l'energia immagazzinata. Per una batteria al piombo è di circa un anno, al pari delle batterie al litio. Dopo di che la batteria è da buttare, perché gli accumulatori da avviamento si danneggiano per scariche che vanno oltre il 20%, ma perdono completamente le loro caratteristiche con scariche superiori al 50%.

Le prestazioni della batteria dipendono dalla temperatura?

La batteria fornisce le migliori prestazioni intorno ai 25°C. Più basse sono le temperature, più si indebolisce, in quanto i processi chimici rallentano. Notoriamente le batterie di avviamento tendono a «morire» nei periodi di maggior freddo.

Cos’è la tensione di circuito aperto?

L‘Open Circuit Voltage (OCV) viene misurato ai poli della batteria in regime stazionario almeno 6 ore dopo una carica/scarica. Su batteria umida totalmente carica è di >12.7 V, per un’AGM >12.9 V. La tensione di circuito aperto fornisce indicazioni sullo stato di carica della batteria.

Perché occorre evitare che la batteria si scarichi eccessivamente?

Le scariche profonde danneggiano la batteria e ne riducono notevolmente la durata di vita.

Cosa succede con la batteria in fase di recupero?

L’energia rilasciata in decelerazione viene trasformata dal generatore in energia elettrica ed immagazzinata nella batteria. Si ha recupero anche quando la batteria viene ricaricata dal generatore in discesa con la vettura in cut-off.

Quanto «vive» una batteria di avviamento?

Se usata regolarmente, una batteria di avviamento dura in media da 4 a 6 anni. Attenzione: la vita si riduce in maniera massiccia in caso di scorretto deposito e scariche profonde. Nell’uso pratico l’accumulatore soffre anche del freddo, di frequenti viaggi brevi e prolungate fasi di riposo. Se si percorrono spesso tratte brevi consigliamo di fare ogni tanto un viaggio di almeno una mezz’ora o l’impiego di un caricatore esterno per ricaricare completamente la batteria.

Come vanno conservate le batterie?

Le batterie vanno conservate in luogo fresco, asciutto, al riparo della luce e dal gelo. Accumulatori al piombo aperti hanno bisogno di maggiore manutenzione e condizioni di conservazione più particolari rispetto alle batterie AGM. In via di massima una batteria totalmente carica può essere conservata con tensione a riposo di 12.5 V (controllare regolarmente). Più bassa è la temperatura ambiente, minore e l’effetto di auto scarica. Batterie di avviamento cariche andrebbero caricate al più tardi quando la densità di acido scende al di sotto di 1.24 kg/l (tensione a riposo <12.5 V). Ciò vale anche per batterie AGM, ma attenzione: la batteria non va assolutamente aperta, la misurazione della densità o il rabbocco con acqua distillata non è quindi possibile.

È possibile che una batteria praticamente nuova degeneri completamente?

Quando la batteria viene scaricata più di quanto non venga caricata provoca problemi all’avvio – indipendentemente dalla durata di vita. Il pericolo è maggiore d’inverno, per via dell’uso prolungato di molti dispositivi (scalda sedili e lunotto, tergicristalli ecc.). A bassa temperatura l’olio motore è più denso, ciò che richiede maggiore energia all’avvio. Inoltre le batterie piombo-acido assorbono tensione solo oltre 0°C, quando fa freddo inizialmente viene consumata tutta l’energia di carica disponibile per riscaldare la batteria quanto occorre. Sulle brevi tratte il motore viene già spento quando l’accumulatore ritorna ad assorbire carica. In queste condizioni sarebbe opportuno usare un caricatore esterno.

Cosa occorre considerare utilizzando un carica batterie

Nel caso delle batterie umide occorre prima controllare il livello dell’elettrolito. Dovrebbe essere 15 mm circa sopra il bordo superiore della lastra. Spesso vi sono anche delle marcature di livello. Se la batteria deve essere scollegata per la carica dipende dal tipo di caricatore. Informazioni al riguardo nelle istruzioni. In generale i carica batterie automatici (tensione di carica limitata a 14.8 V) sono indicati per ricaricare le batterie montate fisse. Se la tensione fornita dall’apparecchio è superiore a 15.9 V occorre scollegare la batteria dall’elettronica di bordo. Attenzione: prima di staccare i morsetti tener conto delle indicazioni del produttore dell’auto. Batterie AGM richiedono caricatori a tensione costante (max. 14.8 V). La corrente di carica dovrebbe essere 1/10 della capacità nominale. L’operazione va eseguita in luogo ben ventilato perché viene a formarsi un gas esplosivo. Non occorre peraltro aprire i tappi. Attenzione: caricatori rapidi lavorano a fino all‘80% della capacità nominale (Ah).

Avvertenze per il ponteggio

È buona norma leggere le istruzioni sia dei cavi di avviamento che della vettura per evitare scariche eccessive che potrebbero danneggiare la delicata elettronica delle auto moderne. Si possono collegare solo batterie con tensione nominativa identica, ad esempio due da 12 V. Dapprima si spegnerà il motore dell’auto che soccorre e tutti i dispositivi elettrici. Poi si collegheranno i poli positivi delle due auto con il cavo. Quindi il polo negativo della batteria di soccorso con la massa (tipo una vite nel blocco motore) dell’auto in avaria. Quindi si avvia prima la vettura che soccorre e poi l’auto in panne e poi un dispositivo energivoro (ad es. scalda lunotto). Ciò permette di assorbire punte di tensione al momento di staccare i cavi dai poli. Il motore dell’auto di soccorso impedisce alla sua batteria un lavoro eccessivo. I cavi vanno poi staccati in ordine inverso, ovvero prima i poli negativi poi quelli positivi. Si consiglia di guidare per una distanza prolungata affinché l’alternatore della batteria soccorsa la ricarichi.

Una corretta manutenzione allunga la vita della batteria?

È vero che la maggior parte delle batterie d’avviamento sono a manutenzione zero. Ciononostante non nuoce prendersene cura. Badare a tenere pulito ed asciutto il contenitore per evitare perdite che accelerano l’autoscarica. Anche il controllo periodico del livello del liquido e il rabbocco con acqua distillata o demineralizzata sono raccomandati. In caso di elevato consumo di liquido è bene controllare l’impianto di ricarica. Attenzione: le AGM non si possono rabboccare con acqua distillata, che le distruggerebbe. Cavi staccati e poli ossidati aumentano la resistenza di trasmissione, riducendo la carica e la corrente di spunto. Applicare olio per poli e speciali spray sigillanti.

Attenzione al momento di cambiare batteria

Dovendo acquistare una nuova batteria badare a che sia dello stesso tipo di quella originale. Un’AGM va sostituita con una batteria della tecnologia identica, mentre per le batterie EFB vanno bene sia le EFB che le AGM, che hanno una durata più lunga. In via di principio quelle convenzionali possono essere sostituite con tutti e tre i tipi di batterie. Quanto alle specifiche tecniche (dimensioni, tensione (V), capacità (Ah) e corrente di spunto (A) ci si regolerà sulla batteria originale. Se occorre utilizzare un particolare tipo, questo viene di regola precisato nel foglio d’istruzioni.

È bene informarsi bene prima di installare una batteria nuova

Per smontare la batteria d’avviamento si devono possedere delle nozioni tecniche di base. Inoltre occorre conoscere le proprietà del veicolo, su determinati modelli azioni errate o manipolazioni rischiano di causare ingenti danni, ad esempio alla centralina. Attenzione: l’accensione e determinati componenti devono essere spenti, in quanto un’interruzione di tensione può svuotare la memoria di determinati dispositivi (radio, antifurto, alzavetri, blocco motore), ciò che richiede il reinserimento del codice o una serie di inizializzazioni. Il collegamento di una seconda batteria in parallelo può evitarlo, mentre, per evitare un corto circuito, si staccherà prima il polo negativo e dopo quello positivo della vecchia batteria.

La batteria nuova viene montata all’incontrario: prima si collega il polo positivo, poi il negativo, badando a fissare bene la batteria nell’alloggio previsto. Mai manipolare il contenitore! È buona norma pulire l’area di appoggio ed applicare grasso senza acido sui poli e i morsetti.

Gli impianti ad alto voltaggio sono pericolosi?

Sì, ed è assolutamente vietato toccarli. Per la riparazione affidarsi solo a persone qualificate.

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