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Viaggiare in bicicletta con i bambini: quale materiale?

Bicicletta, accessori, bivacco, ecc.: scoprite i consigli della famiglia Pasche per guidarvi nella vostra scelta.

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Quando si prevede di fare un viaggio in bicicletta, una delle prime domande che ci si pone è quella dell’attrezzatura. Ed è particolarmente vero quando si è ancora alle prime armi: la varietà di scelta può subito diventare un problema!
Per aiutarvi a vederci più chiaro e a prepararvi al meglio, sia che partiate per un week-end o per più tempo, ci siamo rivolti un’altra volta a Céline e Xavier Pasche, cicloviaggiatori esperti, che girano il mondo in bicicletta con le loro figlie Nayla (8 anni) e Fibie (4 anni).

Scoprite qui le loro raccomandazioni sull’equipaggiamento da portare per un viaggio in bicicletta.

Céline, Xavier: quale bicicletta consigliate per una prima esperienza? /per un grande viaggio?

La voglia di scoprire il viaggio in bicicletta non dovrebbe essere limitata dalla scelta del mezzo. Se desiderate fare una prima esperienza, non esitate a partire con la vostra bicicletta, anche se non è perfetta. Gli unici punti importanti sono la sicurezza da una parte e il portabagagli dall’altra che vi permetterà di trasportare delle borse, altrimenti dovrete usare un rimorchio. Poi per un grande viaggio le biciclette da “cicloturismo” sono le più adatte per i viaggi su lunga distanza. Permettono di avere un miglior comfort e si adattano meglio per fissare le borse o le borracce ad esempio.

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Per quanto ci riguarda:

  • all’inizio siamo partiti con delle mountain bike che abbiamo adattato. Poi a Taiwan abbiamo incontrato il Sig. Hsu, il creatore delle biciclette Rikulau (che significa “leopardo nebuloso” per una delle popolazioni autoctone di questa isola). Abbiamo avviato una collaborazione con Rikulau e usiamo le sue biciclette da cicloturismo in acciaio inossidabile. Ci piace molto questa versione con pneumatici da 26 pollici. L’acciaio inossidabile è molto resistente e non ci sono problemi di ruggine.
  • Abbiamo scelto un telaio in acciaio inossidabile ma alcuni preferiscono le biciclette in acciaio per poterle saldare più facilmente in caso di rottura, soprattutto in alcune regioni del mondo.
  • Trascorriamo molte ore in sella, quindi è importante averne una comoda. Abbiamo optato per una sella in pelle che si modella sulla nostra fisionomia. Sembra molto dura all’inizio e bisogna sagomarla per circa 1.000 km, ma in definitiva è molto comoda e riduce gli sfregamenti. È importante passarla bene con la cera affinché non patisca troppo l’umidità e per proteggerla dalla pioggia.
  • Abbiamo optato per manubri a forma di farfalla. Non esiteremmo un istante a ripartire con questo tipo di manubrio che permette di cambiare la posizione del corpo.
  • Abbiamo pneumatici Schwalbe rinforzati in kevlar. Tecnologia incredibile, visto che abbiamo forato solo 5 volte negli ultimi 60.000 km.
  • Abbiamo optato per un cambio classico che si ripara più facilmente. Tuttavia si può scegliere il sistema Rohloff o a pignone che pure hanno dimostrato di essere validi. C’è anche la possibilità di avere delle cinghie al posto delle catene per ovviare al rischio di rottura. Usiamo due catene scambiandole ogni 2.000 km.
  • All’inizio avevamo scelto dei freni su cerchione mentre adesso usiamo freni a disco. La tecnologia si è evoluta molto e attualmente è più facile trovare pezzi di ricambio nel mondo. Oltretutto avevamo dovuto cambiare tanti cerchioni con i primi freni.
  • Un campanello o un clacson a seconda delle destinazioni.
  • Abbiamo uno specchietto retrovisore per ciascuno, fissato al manubrio. Alcuni modelli piccoli si possono fissare direttamente al casco. È un oggetto molto utile su tutte le strade o i percorsi che abbiamo affrontato.
  • Ovviamente abbiamo un casco che indossiamo sempre. Si è rivelato già molto utile in caso di cadute e soprattutto in Tagikistan dove si staccano pietre dalle scarpate a causa del vento forte.

Per quanto riguarda gli pneumatici: la scelta dipende ovviamente dal tipo di bicicletta che avete scelto nonché dal terreno che dovrete affrontare. Abbiamo incontrato viaggiatori con biciclette da strada e pneumatici sottilissimi e non profilati, ma anche altri che viaggiavano con pneumatici sovradimensionati per attraversare luoghi come la Mongolia.

La dimensione ideale dello pneumatico? Più la ruota è grande, meno ci sarà attrito con il suolo, migliore sarà quindi la resa. Più lo pneumatico è largo, più la bicicletta aderirà al suolo, ma la resa sarà meno buona. Proprio come il profilo dello pneumatico, più sarà liscio, migliore sarà la resa ma scivolerà più facilmente su strade umide e non sarà comodo sulle piste. Non esiste quindi una grandezza o uno pneumatico ideale. Se volete fare 100 km al giorno su strada, ruote da 700, sottili e senza troppo profilo saranno adeguate. Ma se l’idea è percorrere dai 50 ai 70 km al giorno e godersi i paesaggi, una ruota da 26 pollici con uno pneumatico polivalente sarà più piacevole, uno pneumatico da 26 x 1,50 a 2,00 pollici.


Insomma, abbiamo incontrato persone che viaggiavano con biciclette in bambù, altri con biciclette dagli pneumatici sovradimensionati, con biciclette pieghevoli, biciclette reclinate, tandem, altri con semplici biciclette comprate in Cina e che sono durate l’intera traversata da Pechino a Losanna, attraverso la Mongolia e l’Asia Centrale. Quindi tutto è possibile! Ma la vostra scelta dovrà essere fatta in funzione della destinazione, del terreno su cui vi spostate, dei paesi che attraversate. C’è anche una notevole differenza a seconda che il vostro obiettivo sia fare un week-end di scoperta oppure molti mesi di viaggio, che sia con biciclette caricate con 150 kg o al contrario in modalità bikepacking e ultraleggeri. Inoltre anche la posizione del corpo è importante. Alcuni ad esempio amano il tandem o le biciclette reclinate.

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Se siete ancora agli inizi o avete voglia di provare questa modalità di viaggio, potete semplicemente adattare la bicicletta che avete già! Potete fissarci dei portabagagli per le borse o prendere un rimorchio.
Pensare al tipo di terreno, alla modalità di viaggio, alla durata e alla posizione del corpo sono punti importanti che vi aiuteranno a decidere quale bicicletta fa al caso vostro. Se dormite in pensione e mangiate al ristorante, potrete limitare il peso. Sarà quindi più facile adattare la vostra bicicletta.

È possibile anche affittare il materiale per diversi giorni, ad esempio da Pascal Baertschi, One World, One Bike, One Dream.
Alcuni fornitori propongono anche biciclette su misura o studi posturali per stabilire quale bicicletta si adatta meglio al vostro corpo. Potete così scegliere tra tante opzioni per creare la vostra bicicletta.
Resta il fatto che la bicicletta è un sistema di esplorazione e di evasione. Ci sono talmente tante opzioni possibili che però devono essere un invito a scoprire quale viaggio vi ispira e non un freno a perdersi nella moltitudine delle tante scelte esistenti.

 
 

Come scegliere il tipo, la dimensione delle borse? In quale caso optare per un rimorchio?

Abbiamo sempre avuto delle borse e in alcuni regioni, in particolare nella traversata del Deserto di Nullarbor in Australia, avevamo, oltre alle borse, un rimorchietto per trasportare l’acqua e il cibo (trasportavamo fino a 60 litri d’acqua). Il rimorchio è più aerodinamico e offre una maggiore stabilità, ma il peso nelle salite è fuori dal centro di gravità. Può essere utile per trasportare oggetti grandi o per avere tutto il materiale in un’unica sacca. D’altro canto significa materiale di ricambio aggiuntivo e può essere difficile caricare il rimorchio su un autobus o su un aereo.

La maggior parte dei cicloturisti utilizza le borse. All’inizio l’equilibrio può sembrare complicato, ma ci si abitua molto rapidamente. L’unico aspetto importante è distribuire bene il peso nelle borse. Per noi è fondamentale che durino a lungo e che siano impermeabili. Una borsa non impermeabile è un vero problema. Usiamo le borse Ortlieb proprio per la loro qualità.

Al momento abbiamo due borse posteriori da 20 l e due borse anteriori da 20 l, con una borsa da manubrio e un rack-pack da 50 l, fissato di traverso con un elastico sul portabagagli. Abbiamo anche una borsa per l’attrezzatura fissata sotto la sella.

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Qual è il peso totale del vostro carico?

Le nostre biciclette sono molto pesanti, circa 150 kg per Xavier e 120 kg per Céline (compreso il peso del rimorchietto e di una piccola bicicletta). Ma dopotutto è la nostra vita con due bambine. Quando siamo partiti nel 2010, le nostre biciclette pesavano 50 kg ciascuna. All’epoca ci eravamo presi tutto il tempo per scegliere il materiale per poter essere autonomi con temperature che toccavano i due estremi. Essendo alpinisti, sapevamo cavarcela con lo stretto necessario. Abbiamo optato per un po’ più di comfort visto che partivamo per 3 anni. Avevamo quindi una tenda 3 posti per due, una farmacia ben fornita, abiti per l’inverno e l’estate, sacchi a pelo per temperature che potevano arrivare a -5 °C.

Oggi stiamo portando avanti il nostro progetto “I grandi spazi del Nord” e abbiamo registrato temperature di -10 °C in tenda con le nostre bambine. Abbiamo quindi un materiale invernale più consistente. Trasportiamo anche il materiale per fare la “scuola in tenda” per le nostre figlie. Abbiamo con noi anche oggetti che non sono necessari per il viaggio in bicicletta ma per lo sviluppo delle nostre bambine.
In generale, l’importante è selezionare le cose principali e poi prendere solo l’essenziale di questo principale. Viaggiare in bicicletta significa imparare davvero ad alleggerirsi, sia materialmente che psicologicamente.

 
 

Come ricaricate le batterie dei dispositivi?

Usiamo una dinamo che permette di ricaricare le batterie del cellulare, di lampade, apparecchi fotografici ed elettronici. Il vantaggio è che ci spostiamo quasi quotidianamente quindi creiamo da soli la nostra elettricità pedalando. In inverno è più complicato dato che il nostro consumo di luce aumenta il nostro fabbisogno di elettricità, a causa delle giornate più corte. Usiamo la dinamo SpinUp che si fissa alla ruota. La sua particolarità è la sua potenza, dato che inizia a caricare a 6 km/h e fornisce un’uscita di corrente stabile di 1 A, che permette di ricaricare direttamente tutti i dispositivi elettronici. Il vantaggio è anche che si può fissare su tutte le biciclette senza dover rimettere i raggi della ruota.
Esistono delle dinamo integrate nel mozzo. Spesso sono decisamente meno potenti e, malgrado un prezzo interessante, sono inutilizzabili quando si deve cambiare mozzo o bicicletta.

In alcuni periodi abbiamo usato anche un pannello solare, soprattutto per poter alimentare un ventilatore nel rimorchietto per le bambine, in regioni molto calde o nei deserti. Lo svantaggio del pannello solare è evidente nelle giornate di pioggia o in inverno, e in alcune condizioni di caldo o umidità non può lavorare a piena potenza.

 
 

Quale attrezzatura per le riparazioni delle biciclette?

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Due mani e molta immaginazione! Ecco quindi che Xavier ha sostituito un mozzo sulle montagne Rocciose in Canada con l’aiuto di una grossa pietra, e ha sistemato il pacco pignoni della bicicletta usando dei ciottoli su una spiaggia. Il cambio posteriore ha deciso di fare l’acrobata nei raggi, quindi lui ha tagliato la catena, scelto un rapporto e realizzato un regolatore con materiale trovato sul ciglio della strada.

Ci portiamo dietro qualche raggio di ricambio, due camere d’aria, uno pneumatico (nelle zone isolate), patch, piastrine per freni, un disco, maglie per le catene, un cavo del cambio, un po’ di viteria, olio e chiavi e nastro adesivo.

 
 

Raccontateci dell’attrezzatura con cui preparate i pasti e il bivacco:

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Usiamo tende da spedizione autoportanti con due ingressi e absidi. Preferiamo optare per una tenda leggermente più grande, ad esempio una tenda da 3 persone quando eravamo in coppia e una da 5 persone per quattro. È utile soprattutto quando dobbiamo rimanere in tenda per un’intera giornata a causa della situazione meteorologica. Ci piace avere una tenda di qualità: deve essere resistente al vento ed è fondamentale che sia impermeabile. È preferibile che le absidi siano grandi in modo da poter mettere il materiale al riparo o potersi preparare da mangiare. Le tende si rovinano quando si campeggia in modo intensivo e spesso sono le chiusure lampo a cedere per prime. Attualmente usiamo la tenda MontBell Stella Ridge.

Abbiamo materassini autogonfianti, di tipo Thermarest quattro stagioni, che ci permettono di stare ben isolati dal terreno quando gela o il suolo è coperto di neve. Siamo anche protetti contro l’umidità che risale e questo fa davvero la differenza per le nostre notti.

Abbiamo sacchi a pelo in piuma comfort -8 °C. Sono utili soprattutto per le latitudini in cui abbiamo viaggiato in questi ultimi anni per il nostro progetto “I grandi spazi del Nord”.

Per cucinare usiamo un fornello MSR a benzina. La benzina ha il vantaggio di essere disponibile ovunque. Soprattutto non costituiscono un problema né l’altitudine né il freddo come con il gas. Abbiamo usato ogni tipo di fornello MSR; alcuni sono più facili da regolare per cuocere le pietanze, altri come il modello XGK EX Stove funzionano nelle condizioni più estreme.

 
 

Quale materiale usate per immortalare i vostri viaggi

Usiamo dispositivi elettronici per documentare la nostra vita e lavorare lungo la strada. Abbiamo apparecchi fotografici e qualche obiettivo, un computer, uno smartphone con tante applicazioni per comunicare adatte ad ogni paese nonché app GPS, come Maps.me che ci permette di navigare senza essere connessi. Usiamo schede SIM locali da quando le nostre bambine ci accompagnano: è soprattutto una questione di sicurezza perché possiamo contattare i servizi di emergenza in caso di problemi.

Per il trasporto dei bambini: meglio il seggiolino o il rimorchio?

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Personalmente non abbiamo mai usato seggiolini ma rimorchi. Avevamo la sensazione che le bambine fossero più protette soprattutto dalle condizioni meteorologiche. Tanto più che abbiamo modificato il nostro rimorchietto Thule Chariot CAB 2 aggiungendo un ventilatore ma anche un tablet in modo che le bambine possano disegnare e leggere.
Abbiamo optato per un fondo rigido che è più resistente. Abbiamo scelto questo rimorchietto anche perché è impermeabile. Per le bambine, il rimorchietto è un morbido, piccolo nido; è la loro casa. A partire dai 3 anni, poi, hanno avuto la possibilità di essere trainate su una piccola bicicletta, cosa che permetteva loro di alternare le esperienze, i momenti di riposo e di bicicletta.

 
 

A che età le vostre bambine hanno iniziato ad andare con la loro bicicletta? Usate una barra di traino?

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Le nostre bambine hanno avuto bici senza pedali a partire dai 2 anni. A 3 anni hanno iniziato ad andare in bicicletta. Non abbiamo mai usato le rotelle. Ovviamente ogni bambino è diverso. L’importante è porsi in suo ascolto. Attraverso il gioco il bambino si stacca dal genitore e riesce a pedalare da solo. Quanta fierezza allora sul suo volto!

Oggi varie aziende propongono biciclette leggere per bambini. Realizzate in alluminio, queste biciclette si adattano perfettamente ad ogni età. Le nostre figlie adesso usano biciclette Prevelo da 16 e 24 pollici. Abbiamo adattato le borse Ortlieb sulle biciclette delle bambine, perché ci tenevano a trasportare una parte delle loro cose. È importante seguire il ritmo dei bambini, quindi ecco che, a volte, alla fine della giornata le borse finiscono nel rimorchietto.

Usiamo anche un sistema a tandem che ci permette di trainare le bambine. È molto utile quando sono piccole e pedalano solo sulle piste ciclabili, quando sono stanche o quando il traffico è troppo intenso. Ci piace il sistema FollowMe che è uno dei più stabili. Si aggancia e si sgancia in meno di un minuto e si possono alternare i momenti in cui il bambino pedala da solo a quelli in cui viene trainato. Questo sistema permette anche di mettere una borsa sul portabagagli della bicicletta dell’adulto

 
 

Quale attrezzatura consigliate quando si viaggia con un neonato?

Nelle società occidentali abbiamo spesso l’impressione che un neonato abbia bisogno di tante cose indispensabili alla sua sopravvivenza. Una borsa da bicicletta è sempre stata sufficiente per contenere le cose di Nayla e Fibie. Le nostre bambine non hanno mai avuto un seggiolone, un fasciatoio o una culla. Dormono su un piccolo materassino nella tenda insieme a noi. Avevamo un piccolo sacco a pelo dell'azienda Helsport per neonati.

Ho allattato le mie figlie per 3 anni ciascuna e ho iniziato lo svezzamento intorno agli 8 mesi quando ne hanno mostrato interesse. Quindi avevo sempre del latte pronto alla giusta temperatura ma soprattutto trasmettevo anche una parte dei miei anticorpi attraverso l’allattamento. Ho allattato le bambine dappertutto, sul ciglio della strada, nelle bettole, sotto gli occhi della gente.
La parte più difficile quando si viaggia in bicicletta con un bambino non è alleggerirsi dal punto di vista materiale, ma soprattutto da quello emozionale. Cioè tornare all’essenziale, alla nostra essenza.

 
 

Portate con voi giochi e giocattoli?

Abbiamo della musica, un pallone e delle tempere, ma anche matite e penne. Ci hanno regalato un vero zoo di peluche, ma solo 8 viaggiano con noi. Abbiamo giochi di società e giochi di mimi. Trasportiamo una ruota delle emozioni che le aiuta a esprimere le loro emozioni e i loro bisogni. Le bambine sanno che non possono portare tutto e quindi hanno imparato a scegliere quello che è importante per loro. E in fin dei conti, questi giochi che ci portiamo dietro, non li usiamo quasi mai perché la maggior parte del tempo le nostre figlie creano giochi immaginari.

Nayla e Fibie vanno a scuola nella natura. È impressionante la loro capacità di meravigliarsi ogni giorno per tutto ciò che le circonda. Entrano in relazione con la terra per sperimentare e imparare e hanno una stupenda connessione con gli animali selvatici, come gli orsi, i lupi o le balene. La natura è una favolosa e costante fonte di meraviglia per ciascuno di noi, per i nostri bambini ma anche per alimentare la spontaneità e l’innocenza dei nostri bambini interiori. Fare una carezza a un albero, saltare in una pozzanghera, immergere le mani nel fango, trovare tracce di animali, mangiare le bacche selvatiche, costruire una capanna, intagliare un bastoncino, partire all’avventura... ogni rametto può diventare la scintilla di un nuovo gioco creativo. Non ci sono limiti all’esplorazione, alla creatività, spesso in un’effervescenza di energia e gioia.

Un enorme grazie a Céline e Xavier per aver condiviso con noi la loro esperienza. Appuntamento sul sito ylia per saperne di più e sul loro account Instagram per seguire le loro avventure giorno dopo giorno.

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