Con i suoi 4,45 m di lunghezza, l’EV4 è notevolmente più grande di una Golf o di concorrenti elettriche simili come la Renault Megane E-Tech o la VW ID.3. L’abitacolo risulta quindi molto spazioso, sia davanti grazie all’assenza di una console centrale, sia per le gambe di chi siede dietro. Il bagagliaio, per contro, ha un volume standard per la categoria. Da notare che sotto il cofano non c’è il frunk: il posto è occupato dai componenti del sistema di propulsione.
Un solo motore, due varianti di batteria
Per il momento la scelta del motore è obbligata: 283 Nm di coppia e 150 kW di potenza massima sono sufficienti per garantire un carattere vivace, ma mai esuberante. Ciò contribuisce a mantenere bassi i consumi e – in combinazione con la batteria da 80 kWh circa – ad assicurare un’autonomia elevata (538 km secondo la misurazione RDE-TCS). La maggior parte delle compatte elettriche non arriva così lontano. Un atout che consola dei tempi di ricarica un po’ lunghi. Per portare la batteria – nonostante il precondizionamento – dal 10 all’80% non sono bastati i 31 minuti dichiarati, nonostante le temperature esterne miti. Questo è un aspetto da ponderare attentamente se si fosse indecisi tra la EV4 e la EV6 che, con i suoi 800 V, ne fa un punto di forza. Per chi circola prevalentemente in città, l’EV4 è peraltro disponibile anche con una batteria più piccola da 58 kWh e ad un prezzo più economico di 5000 franchi.
La versione top di gamma GT-Line del test trasmette una sensazione di alta qualità a 360 gradi, dal suono delle portiere che si chiudono al movimento elegante dei sedili comfort quando si spostano in avanti. Rispetto ad altre compatte, si siede leggermente più in alto, comunque meno rispetto a un SUV; questo piacerà a molti. Anche il comportamento su strada si rivela un mix ben riuscito: sterza come un SUV, in modo piuttosto tranquillo, però tiene bene la strada in curva malgrado le sospensioni morbide orientate al comfort. I comandi: alcuni ancora analogici, quelli digitali complessi ma organizzati in modo logico.
Testo: Daniel Riesen