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«Nel 2021 punto alla Milano-Sanremo»

Ciclismo: la vita in volata di Giacomo Nizzolo, che racconta i successi di una stagione ciclistica ai tempi della pandemia.

30 ottobre 2020
Ciclismo, Nizzolo, Tour de France, Giro d'Italia

Giacomo Nizzolo, 31enne ciclista italiano in forze al Team NTT Pro Cycling Team, ci racconta la sua stagione di corse che, nonostante le incertezze causate dalla pandemia, gli ha dato grandi soddisfazioni. L’atleta brianzolo, domiciliato in Ticino dal 2013, ha infatti centrato due importanti successi, aggiudicandosi lo scorso agosto, grazie a due volate magistrali, il titolo di Campione italiano e di Campione europeo di ciclismo su strada. Solo un infortunio, che lo ha costretto ad un prematuro ritiro dalla passata edizione del Tour de France - vinta dallo sloveno Tadej Pogacar – gli ha tolto la possibilità di contendersi posizioni di rilievo, ma il morale è alto in vista del prossimo anno.

La pandemia ha colpito duramente anche il mondo dello sport, dopo l’annullamento di molte delle gare in programma, la stagione ciclistica è potuta ripartire anche se con un’importante rivisitazione del calendario. Questi cambiamenti, come anche la quarantena, hanno in un qualche modo influito sulla sua preparazione fisica e quella dei suoi avversari?
Qui in Ticino siamo stati fortunati, abbiamo sempre avuto la possibilità di allenarci all’aperto e questo ha sicuramente influito positivamente a livello mentale. Ho per questo svolto la maggior parte della mia preparazione sulle strade del Cantone e solo in minima parte con sessioni di allenamento sui rulli tra le mura di casa. Nonostante ciò, è innegabile che a causa della pandemia la gestione degli allenamenti sia stata più difficile del solito. Non credo che questo abbia però penalizzato quegli avversari che, nel rispetto di normative Covid-19 diverse dalle nostre, non hanno potuto allenarsi all’esterno. Quando si è superato il momento più difficile della pandemia, tutti hanno avuto almeno due mesi per prepararsi adeguatamente alle prime gare. Gli avversari che si sono allenati bene in quel lasso temporale, hanno da subito ottenenuto dei bei risultati.

Nel mese di agosto è riuscito a realizzare un’impresa titanica. Vincere, con due volate al cardiopalma, sia il Campionato italiano che quello europeo. Se lo aspettava?
È stata una stagione strana, la pandemia ha creato una situazione di incertezza per tutti, ma sono contento perché le sensazioni in sella sono sempre state molto buone fin dall’inizio. L’avvio di stagione è stato particolarmente incoraggiante, ho colto subito una top-5 alla Milano-Sanremo e in quel momento il Campionato italiano è diventato un obiettivo ancora più concreto. La seconda vittoria, quella ottenuta al Campionato europeo, è arrivata di slancio sull’onda dell’entusiamo della prima. Prima della partenza ho pensato «non ho nulla da perdere, non ho pressioni, provo a dare il massimo e vediamo che cosa succede». Sono contento che alla fine il risultato mi abbia premiato.

Lo scorso agosto è stato convocato dalla sua squadra per competere nella più prestigiosa gara di ciclismo a tappe: il Tour de France. Dopo un ottimo avvio, durante il quale ha ottenuto un terzo posto alla Nizza-Sisteron - terza tappa del Tour - si è ritirato per dolori fisici nel corso dell’ottava tappa. Che cosa è successo?

Ho purtroppo avuto uno strappo muscolare al polpaccio, ho provato a tenere duro qualche giorno ma quando abbiamo visto che la situazione peggiorava, ho dovuto fare la scelta più saggia, quella di alzare bandiera bianca.

Dal 2013 risiede nel Canton Ticino, come si trova a vivere e ad allenarsi qui?
Mi trovo molto bene, è una zona che apprezzo particolarmente a livello paesaggistico perché offre le condizioni ideali per i miei allenamenti. Si possono trovare zone pianeggianti così come salite con differenti pendenze.

Quali sono i suoi obiettivi a breve termine e quale invece il sogno nel cassetto?
Il mio primo obiettivo è sicuramente quello di rimettermi al più presto fisicamente mentre l’obiettivo per il prossimo anno è quello di vincere la Milano-Sanremo.


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