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30.10.2022, votazione sull’imposta di circolazione: un vero rompicapo!

Il prossimo 30 ottobre i ticinesi saranno chiamati ad esprimersi in merito all'iniziativa «Per un'imposta di circolazione più giusta!». Un'iniziativa che al momento della raccolta delle firme era stata presentata con l'obiettivo di ridurre in maniera importante il gettito complessivo dell'imposta di circolazione, riducendo lo stesso all'effettivo costo che la manutenzione delle nostre strade richiede.

03 ottobre 2022
Imposte

Il TCS, a suo tempo, si attivò appoggiando l'iniziativa e collaborando per la raccolta delle firme. Da allora, però, tanta acqua è passata sotto i molti viadotti ticinesi, forse anche complice la pandemia che ha rallentato tutto, si è giunti a questa fine estate con una situazione confusa che richiede quantomeno un'analisi approfondita per permettere ad ogni nostra Socia e Socio di poter comprendere quali conseguenze vi sarebbero se, all'ormai prossimo appuntamento alle urne, venisse approvata l'iniziativa, o il controprogetto (ritenuto che se entrambe fossero respinti, si resterebbe allo status quo, noto a tutti).


Districarsi tra i dati forniti per poter dare un'informazione completa è tutt'altro che semplice, come le nostre Lettrici e Lettori potranno desumere nel prosieguo di questo articolo.


La confusione e l'incertezza regnano da tempo sovrane, tanto che da parte nostra si era anche fatto un ultimo appello sui quotidiani ticinesi tra il 15 giugno scorso, perché il Gran Consiglio potesse nella sua seduta del 22 giugno scorso trovare una soluzione di compromesso appropriata.

 
Nulla di fatto, ma ciò non basta: sono stati depositati due ricorsi, e siamo così giunti alla storia recentissima, presso il Consiglio di Stato, del cui esito ad oggi non siamo ancora a conoscenza: cerchiamo di sfruttare questo periodo di confusa transizione per riflettere, con gli strumenti che ci sono stati messi a disposizione, e cercare di fornire così gli elementi alle nostre Socie ed ai nostri Soci per valutare al meglio quali siano le conseguenze per ogni singolo caso dell'una, o dell'altra opzione.

 
Il TCS, e ciò a valere quale principio generale, tiene comunque a puntualizzare di vedere certamente di buon occhio una riduzione dell'imposta di circolazione, a condizione che essa avvenga nei limiti entro cui non venga in alcun modo compromessa la qualità della manutenzione della rete stradale, perché questo è un pilastro fondamentale della sicurezza sulle strade, alla quale il TCS da sempre tiene in particolar modo, nell'interesse delle proprie Socie e dei propri Soci.


Le analisi e i dati elaborati e messi a disposizione da UPSA (Unione professionale dell’automobile) Ticino sono stati un validissimo ausilio per capire cosa praticamente apporterebbero queste modifiche se accettate.


L’intento, come anticipato, è di dare elementi e riflessioni sufficienti per decidere quale delle tre possibilità scegliere: accettare la modifica conforme all’iniziativa PPD, il controprogetto basato sul rapporto di minoranza di verdi e socialisti oppure mantenere l’attuale situazione affossando le due proposte con un duplice «no».

 
L’analisi della proposta elaborata dal Gran Consiglio è costellata da dubbi, ombre e alcune contraddizioni che la trasformano in un vero rompicapo. Inoltre, il testo presentato non specifica alcuni dettagli ed elementi di calcolo che permetterebbero una reale simulazione. Camorino conferma che il primo anno della proposta degli iniziativisti, per le auto immatricolate prima del 2009, si utilizzerà il calcolo attuale e il valore CO2 sarà quello definito dal nuovo ciclo WLTP, per le auto immatricolate dal 2019.

 
Per chi non vuole impegnare troppo la mente con confronti, calcoli ed estrapolazioni matematiche possiamo dire che ambedue le proposte, che definiremo in seguito iniziativa e controprogetto, diminuiscono il gettito fiscale totale che oggi è di 106 mio.

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L’iniziativa porterebbe, secondo il Governo, il nuovo gettito a 91 mio, comunque lontano dall’obiettivo del testo originale che voleva un tetto massimo di 80 mio, mentre il controprogetto a 96 mio.
Attenzione però che la diminuzione totale del gettito non vuol dire una generalizzata diminuzione dell’imposta per tutte le automobili. Essa sarà composta da auto che subiranno un aumento (generalizzando, auto immatricolate prima del 1.1.2009, e piccole citycar e utilitarie), altre che resteranno più o meno invariate e altre ancora che effettivamente beneficeranno di una diminuzione (principalmente le categorie medie e di alta gamma con potenza superiore a 150 kw).


A questo punto a chiunque viene spontanea la domanda – Ma per la mia auto quanto pagherei? – Nel riquadro trovate le spiegazioni di come calcolare la vostra futura imposta di circolazione e nel contempo capirete anche il perché il valore CO2 è oramai obsoleto.


Per chi vuole invece approfondire l’argomento analizziamo le diverse categorie di motorizzazione.


I dati UPSA hanno preso in considerazione i 23'966 veicoli nuovi immatricolati dal 1.1.2021 al 7.2022. Non è tutto il parco veicoli ma esprime una situazione rappresentativa dell’intero nuovo parco veicoli.


Un aumento dell’imposta sarà registrato da 9’913 veicoli con il calcolo dell’iniziativa (41%) e 13’157 con quello del controprogetto (55%). Principalmente questa situazione si spiega con l’introduzione della tassa base che tutti pagheranno secondo l’iniziativa e della formula del controprogetto che impone una imposta anche alle auto con meno di 95 g di CO2/km. Logica corretta poiché in futuro anche le elettriche, il cui numero aumenta in modo veloce, dovranno contribuire al pagamento del gettito totale. Mediamente avremo 23% d’aggravio sull’imposta per l’iniziativa e 19% per il controprogetto.

 
Una piccola parte dei veicoli (5% con il calcolo dell’iniziativa e 8% con il controprogetto) avrà un’imposta simile a quella odierna (differenza massima di + o - CHF 5.-).


I restanti 54% dei veicoli per l’iniziativa e i 37% per il controprogetto avranno una diminuzione d’imposta media del 28% per l’iniziativa e del 21% per il controprogetto.

 
Una categoria ancora molto importante del parco veicoli cantonale è composta da auto immatricolate prima del 1.1.2009 prese in considerazione solo nella proposta degli iniziativisti. 47mila veicoli, sui 225mila totali, avranno un anno di tempo per essere sostituiti e per questo periodo, anche se la proposta di modifica di legge non lo specifica, Camorino conferma che pagheranno lo stesso importo finora pagato. Per loro, dal 2024, l’imposta sarà calcolata sulla base della formula che la votazione indicherà e subiranno un aumento più o meno importante.Capite ora il perché questa proposta del Gran Consiglio può considerarsi un rompicapo.


Gli altri tipi di motorizzazione immatricolati dopo il 2009 possono essere così definiti in rapporto alle due formule.


I Diesel, come le auto a benzina, in maggioranza registreranno una diminuzione con ambedue le formule.
Le ibride plug-in (con presa per la ricarica) sotto i 95 g di CO2/km diminuiranno con il calcolo dell’iniziativa in quanto pagheranno solo l’imposta base di CHF 120, mentre aumenteranno leggermente per il controprogetto.
Le ibride senza plug-in sono incluse nella categoria alla quale appartiene il motore termico in dotazione.
Tutte le elettriche pure, che pagavano meno di CHF 120.- oggi, si vedranno aumentare l’imposta per il calcolo dell’iniziativa. Mentre per il controprogetto aumenterà anche per altri modelli in quanto la massa e la potenza sono comunque prese in considerazione per determinare l’imposta. Le auto di categorie medie e alte di gamma beneficeranno invece di una riduzione.


Una contraddizione, rispetto al motto chi più inquina più paga, la troviamo tra ibride plug-in in confronto a modelli simili completamente elettrici dove le prime pagano meno rispetto alle loro versioni più ecologiche nel calcolo del controprogetto. Mentre per l’iniziativa sono equiparate con un’imposta minima di CHF 120.- per ambedue i modelli.


La tabella a pagina x, allestita da UPSA, presenta una selezione di modelli rappresentativi e mostra l’imposta rispetto alle due formule messe in votazione.

 
Per concludere, una diminuzione del gettito sarà garantita, per gran parte dei modelli, votando l'una, o l’altra proposta (Iniziativa e controprogetto). La formula del controprogetto genererà un gettito più elevato rispetto all’iniziativa, ha però il vantaggio che potrà continuare ad essere utilizzata nei prossimi anni, anche se il parco veicoli diventerà sempre più ricco di auto elettriche, poiché i parametri includono anche la potenza e la massa.

 
La formula dell’iniziativa genererà un minor gettito ma avrà vita breve, poi dovrà essere completamente rivista per non svantaggiare troppo le auto termiche che dovranno «compensare i mancati introiti» delle auto elettriche senza emissioni di CO2.

 
Respingendole tutte e due si manterrebbe lo status quo con il gettito che resterà a 106 mio.

 
Sì, un vero rompicapo, al quale probabilmente non verrà data comunque una soluzione definitiva il prossimo 30 ottobre: per questo il TCS e le altre associazioni di categoria, in particolare ACS e UPSA, lavoreranno costantemente nell'interesse delle proprie Socie ed i propri Soci, cercando di dare loro il supporto più esteso possibile.


Avv. Fabio Stampanoni
presidente Sezione Ticino del TCS

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