Attenzione in Italia alle zone a traffico limitato

Berna, il 24 maggio 2017. Le Zone a Traffico Limitato (ZTL) furono introdotte per contrastare l’inquinamento e per rendere più vivibili i centri storici. L’Italia, come si evince dal barometro dei viaggi del TCS, è una delle mete preferite dagli svizzeri e conta oltre 5 mila “zone” che spesso causano onerosi problemi a chi non è informato e a chi vi accede inavvertitamente.

24 maggio 2017

La zona a traffico limitato è un’area, all’interno del centro urbano, nella quale di regola non è possibile accedere e circolare se non a piedi o in bicicletta. Le ZTL le troviamo ovunque: nelle metropoli, nelle città d’arte o in sperduti paesi di campagna o di montagna. È delimitata da una serie di “porte di accesso” che, oltre ad essere segnalate da appositi cartelli stradali, sono controllate da impianti telematici che rilevano automaticamente le targhe di tutti i veicoli che vi transitano.

I tipi di ZTL sono tre: con pedaggio (solo Milano Area C); con abbonamento: residenti ed esercenti pagano se vogliono entrare e parcheggiare oltre certi limiti (es.: Roma); tradizionali: transito vietato e basta, tranne residenti e comunque spesso con limitazioni anche per loro.

Modalità d’accesso

Per il turista-automobilista che desidera soggiornare in un albergo all’interno di una ZTL, per ottenere il permesso di accesso temporaneo deve preventivamente informarsi presso l’albergatore. La validità del permesso, le modalità d’accesso e gli orari possono variare da città a città. Nella maggioranza dei casi, durante il soggiorno, l’auto deve rimanere parcheggiata in un’autorimessa commerciale o privata dell’albergo, altrimenti dev’essere lasciata al di fuori della ZTL.

Più infrazioni, più contravvenzioni

È facile attraversare inavvertitamente anche più volte una ZTL e incappare così in più contravvenzioni. Lo sanno bene anche molti automobilisti svizzeri che, per disattenzione o mancata informazione, sono stati multati per accesso o transito non autorizzato nelle ZTL per una o più volte. Queste sono difficilmente contestabili. Un turista del Canton Vaud in visita a Pisa, nell’intento di posteggiare in centro, è entrato per tre volte, in brevissimo tempo, in una ZTL. Al suo rientro in Svizzera gli sono state intimate tre multe. Ha chiesto quindi ad ASSISTA-TCS di far ricorso dichiarandosi disponibile a pagare una sola multa. La risposta è stata lapidaria. Infatti, la Corte di Cassazione ha sentenziato, proprio sulla fattispecie, che nel caso di più infrazioni alla medesima norma, anche se le violazioni sono state commesse in tempi ravvicinati e sono della stessa natura, devono essere inflitte e pagate tante sanzioni quante le contravvenzioni commesse.

Come informarsi

Prima di mettersi in viaggio, il TCS invita a consultare le informazioni turistiche sul nostro sito www.tcs.ch, oppure scaricare l'app "ZTL Italia" che funziona come un navigatore. Se invece si vuole consultare personalmente una zona per verificare quante ZTL s’incontrano, si può farlo facilmente con uno zoom sulla mappa e cliccando sul dettaglio dei varchi.

Contravvenzioni e ricorsi

Il costo della multa per accesso non autorizzato alla ZTL è importante. Esso oscilla da un minimo di € 80,00 a un massimo di € 335,00. Se la multa è pagata entro 5 giorni dalla notifica si beneficia dello sconto del 30%. Alla multa va inoltre sommata la spesa di accertamento, procedimento e notifica: € 14,20. Il totale della multa ammonterà quindi ad un minimo di € 94.20. Ricevuta la multa, il trasgressore ha 60 giorni di tempo per pagare la sanzione o fare ricorso. Superati i 60 giorni, la multa passa da € 80 a € 167,50 (la metà del massimo) e ogni sei mesi in più scatta un’ulteriore maggiorazione semestrale del 10%, a cui si aggiungono l’aggio, che può arrivare al 20%, e gli interessi di mora per ritardato pagamento.

Interporre ricorso per far valere le proprie ragioni ed evitare di pagare la multa può essere rischioso e oneroso. I pochi motivi per cui è consigliato procedere contro la sanzione sono: luogo e data di infrazione non specificata nel verbale; multa notificata oltre i 360 giorni dalla violazione; dimostrazione che il veicolo non si trovava nella ZTL al momento dell’infrazione. Se la contestazione non è ritenuta valida, si è costretti a pagare oltre le spese giudiziarie, anche il pagamento del doppio della multa.

 
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