Canicola: estate calda per patrouille TCS



L’andirivieni dei turisti e l'onda canicolare che si è abbattuta sull'Europa hanno creato un picco d’attività alla centrale d’intervento del TCS. I pattugliatori del Club sono intervenuti 31'700 volte, nel mese di luglio, sul territorio elvetico, con un aumento di quasi 10% rispetto ad un mese ordinario.

02 agosto 2018

Durante le grandi ondate di caldo, gli organismi soffrono, ed i veicoli anche! Le statistiche degli interventi della Patrouille TCS lo dimostra chiaramente. La centrale d’intervento del Club, che risponde agli appelli dalla Svizzera e del mondo intero, ha contabilizzato più di 83’000 chiamate nel solo mese di luglio. In questo periodo, il TCS ha fatto fronte in Svizzera a oltre 31'700 interventi, quasi 10% in più rispetto ad un normale mese del primo semestre. Lunedì 30 luglio è stato il più impegnativo, con 3'400 chiamate e 1’270 interventi in 24h.

Questa situazione non riguarda solo la Svizzera, tutta l'Europa è stata toccata da questa calura. Infatti, la nostra centrale di intervento ha notato un aumento del numero di chiamate da parte di soci del TCS, in possesso del Libretto ETI, rimasti in panne sulle strade europee.

Le cause dei guasti più frequenti
Le principali cause di questo picco d’attività: le vacanze e la calura. I pattugliatori TCS hanno constatato un aumento di forature, di guasti ai motori e alle componenti elettriche o elettroniche (alternatore, bobine di accensione, p.es.). Il motore è messo fortemente sotto pressione perché fatica a raffreddare, come spiega Alain Laurent, capo distretto Friburgo-Vallese della Patrouille TCS: “Essendo l'aria che entra nel sistema di raffreddamento più calda del normale, la temperatura del motore resta di conseguenza più elevata del solito. Il guasto ricorrente per la calura è la rottura dei tubi di raffreddamento. Se il livello del liquido di raffreddamento è troppo basso o se si accende la spia, raccomandiamo agli automobilisti di fermarsi subito e chiamare il soccorso stradale. Viaggiare per altri due chilometri sono sufficienti per provocare talvolta la rottura del motore, e ciò, costa molto caro."

 

Renato Gazzola
Renato Gazzola
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