Il TCS sostiene lo sviluppo dell’applicazione collettiva del diritto

Il TCS sostiene la proposta del Consiglio federale di sviluppare le possibilità d’azione delle organizzazioni senza scopo lucrativo per difendere gli interessi dei loro soci.

19 giugno 2018

Il TCS sostiene le proposte del Consiglio federale per facilitare l’applicazione collettiva del diritto nell’ambito della procedura di consultazione della revisione parziale del Codice di Procedura Civile (CPC). 

L’attualità recente ha messo in evidenza numerosi casi di vari danni contro i quali i consumatori sono più o meno indifesi se subiscono un danneggiamento: richiami di massa, fughe o perdite di dati, senza contare le ricorrenti difficoltà per i passeggeri di ottenere dei risarcimenti in caso di soppressione o ritardi di volo. Molti paesi europei, incoraggiati dalla Commissione europea, hanno già emanato delle procedure collettive o lo stanno facendo. Il TCS è del parere che il consumatore svizzero deve potere far valere i suoi diritti in Svizzera e che il dispositivo legislativo nazionale deve offrirgli i mezzi di farlo efficacemente, senza costrizioni procedurali eccessive, evitando tuttavia di cadere nei difetti e negli eccessi della "class action" all’americana. 

Lo sviluppo del diritto d’azione delle organizzazioni (azione collettiva) e l'introduzione di una procedura di transazione di gruppo vanno nella direzione tale da migliorare i diritti dei consumatori in questo contesto, rispettando il quadro del nostro sistema e dei nostri principi giuridici. Su questa misura, le proposte del Consiglio Federale possono essere senz’altro accolte di principio da un'organizzazione di consumatori come il TCS. 

Renato Gazzola
Renato Gazzola
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