Viaggiare durante la chemioterapia

I consigli dell'esperta per intraprendere un viaggio durante un trattamento di chemioterapia.


Anna Zahno, responsabile della Linea cancro della Lega svizzera contro il cancro, sul tema del viaggiare anche durante la chemioterapia.

Signora Zahno, è possibile viaggiare anche durante la chemioterapia ?
Sì, in linea di massima è senz’altro possibile. Dipende tuttavia dalla situazione personale e dal tipo di terapia in atto. Ad esempio, è consigliabile evitare di mettersi in viaggio subito dopo il primo ciclo di chemioterapia, rimandando la partenza a quando si acquisirà maggiore familiarità con il trattamento, compresi gli effetti collaterali indesiderati e la relativa gestione. Il periodo di benessere di norma non si limita solto all’intervallo tra due cicli di chemioterapia, a volte è possibile mettersi in viaggio ancor prima di iniziarla.

Quali accorgimenti occorre adottare?
È importante discutere con il proprio medico curante il momento preciso e la meta del viaggio già prima di procedere alla prenotazione. In caso di buona tollerabilità della terapia, non vi sono controindicazioni a spostamenti all’interno della Svizzera. Il soggetto interessato dovrà appurare preventivamente i medicamenti (o i medicamenti di riserva) da assumere. In più, è necessario stabilire i tempi e le modalità della relativa assunzione e conservazione, ad esempio in luogo refrigerato o meno. A tal fine, occorre tenere sempre a portata di mano anche il foglietto illustrativo che contiene tutte le informazioni utili qualora si necessiti di assistenza mentre si è in vacanza. Bisogna poi anche chiarire anticipatamente le potenziali complicazioni e le misure comportamentali da osservare in relazione alla terapia in corso.

Se si è ufficialmente in congedo malattia per via della chemioterapia, occorre informare il proprio datore di lavoro in merito al viaggio?
Viaggiare con una chemioterapia in corso chiama in causa anche alcune questioni assicurative: i lavoratori in congedo malattia non possono decidere liberamente di andare in vacanza. L’intenzione deve essere comunicata prima della partenza al medico curante e discussa con il datore di lavoro, procurandosi all’occorrenza un certificato medico di idoneità alla vacanza.

Sussiste un maggior rischio di contrarre infezioni da parte dei soggetti interessati?
Non tutte le terapie hanno ripercussioni a carico del sistema immunitario. Taluni medicamenti, tuttavia, possono indebolire temporaneamente le difese dell’organismo, incrementando di conseguenza il rischio di infezioni. Ciononostante, non si rendono perlopiù necessarie particolari misure cautelative al di là della normale igiene domestica e personale. Anche in questo caso, è importante consultare il proprio medico per eventuali raccomandazioni.

L’esposizione ai raggi UV costituisce un rischio aggiuntivo per i malati di cancro?
Alcuni medicamenti possono aumentare la fotosensibilità o richiedere particolari provvedimenti di cura o protezione per la pelle. In caso di perdita dei capelli, ad esempio, occorre proteggere bene il cuoio capelluto con un copricapo e un’apposita crema solare. Una protezione solare efficace è tuttavia consigliabile anche per i soggetti sani. Gli opuscoli della Lega contro il cancro offrono informazioni dettagliate in proposito.

Durante la chemioterapia è possibile viaggiare anche all’estero?
In linea di massima, sì. In questo caso occorre tuttavia tenere in considerazione che, in base alla rispettiva destinazione, l’infrastruttura e l’offerta medico-ospedaliera locale potrebbero non essere allo stesso livello avanzato della Svizzera. È fondamentale dunque chiarire per tempo a quale centro medico ci si può rivolgere in caso di necessità e le reali capacità di comunicazione da parte dei pazienti o dei loro accompagnatori. È altresì necessario appurare se il trattamento effettuato all’estero e l’eventuale trasporto di ritorno in Svizzera sono coperti dall’assicurazione.

A cosa occorre prestare attenzione in particolare per un viaggio in aereo?
Se il paziente è portatore di un port-a-cath (dispositivo di accesso vascolare centrale impiantabile), un eventuale documento scritto rilasciato dal medico, attestante l’idoneità al viaggio in aereo, può agevolare i controlli di sicurezza presso l’aeroporto.

Perché è necessario?
Qualora durante il volo si rendesse necessario un intervento medico, ciò consentirebbe notevoli risparmi sui relativi costi che, di norma, non sono coperti né dalla cassa malati né dall’assicurazione viaggi. In molti Paesi, i medicamenti soggetti all’Ordinanza sul controllo degli stupefacenti possono essere introdotti solo in dosi limitate per uso personale. Conviene dunque informarsi sulle disposizioni vigenti nel Paese di destinazione e farsi rilasciare da chi di competenza un apposito permesso scritto.

A chi è possibile rivolgersi per ulteriori domande?
I consulenti specializzati del servizio informativo Linea cancro della Lega svizzera contro il cancro sono a completa disposizione per informazioni e assistenza, così come le rispettive rappresentanze regionali.


Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

Per considerazioni e input, potete contattarci per Email: mdtcsch

Potrebbe interessarvi anche

Offerte del TCS

Newsletter
Reti sociali
Rivista Touring
Nuovi prodotti & giubilei
 
Si prega di pazientare un attimo
Stiamo ottimizzando il nostro sito, ciò che può comportare tempi di caricamento più lunghi.