La birra come terapia contro l’intossicazione da metanolo

Questa terapia è efficace? L'esperto spiega in cosa consiste questo metodo di trattamento inusuale.


Per curare un uomo di 48 anni da un’intossicazione da alcol, dei medici in Vietnam hanno fatto ricorso a un metodo di trattamento inusuale. Secondo i media statali del paese dell’Asia sudorientale, i medici dell’ospedale Quang Tri, dell’omonima provincia, hanno somministrato al paziente 15 lattine di birra.

L’insolita misura ha funzionato: l’uomo, che aveva assunto una grande quantità di metanolo, probabilmente bevendo superalcolici contraffatti, ha potuto lasciare la clinica dopo la 15esima birra, stando a quanto riportato dal giornale «Tuoi Tre».

Il Prof. Dr. med. Aristomenis Exadaktylos, primario e direttore dell’Universitäres Notfallzentrum (Inselspital di Berna), ci spiega a capire questo episodio.

Signor Exadaktylos, avrebbe proceduto anche lei così qui a Berna: usando la birra come terapia contro un’intossicazione da alcol?
Non credo proprio, dato che la concentrazione di alcol nella birra è troppo ridotta per neutralizzare il metanolo rapidamente ed efficacemente. Durante la mia formazione all’estero però abbiamo già potuto salvare delle vite usando vodka comprata al supermercato dietro l’angolo.

Come si cura un’intossicazione da metanolo farmacologicamente?
Esiste un antidoto diretto che impedisce al metanolo di metabolizzarsi, che si chiama formepizolo. In paesi con sistemi sanitari non così avanzati però esso è difficilmente trovabile. Per questo motivo, ci si aiuta appunto con bevande con elevato tasso alcolico. L’alcol lega gli enzimi che il metanolo decomporrebbe nei sui prodotti di scarto, velenosi. Nel corso di questo trattamento, al paziente solitamente deve essere eseguita la respirazione artificiale. Infatti, procedendo in questo modo si cerca di curare un male con un altro male, ovvero si fa «ubriacare» fortemente il paziente.

Le intossicazioni da metanolo non sono particolarmente rare?
Avvengono raramente, ma continuamente. Soprattutto all’estero, dove gli alcolici vengono contraffatti usando il metanolo, per produrli e venderli a prezzi più bassi. Ciò succede perché il metanolo viene scambiato per etanolo, o apposta.

Quanto sono pericolose delle intossicazioni del genere?
Molto pericolose. Il metanolo e l’etanolo sono sostanze gemelle, che si assomigliano alla vista, all’olfatto e al palato, ma gli effetti che provocano sono completamente diversi. Mentre l’etanolo, il nostro caro, vecchio alcol alimentare, viene metabolizzato più o meno bene ed eliminato dal nostro corpo, il metanolo provoca la formazione di formaldeide e di acido formico, malefici composti organici che prima o poi portano al coma. Questo tipo d’intossicazione è insidiosa, perché subentra piano piano, senza farsi notare, e perché può durare fino a 72 ore finché i sintomi si mostrano pienamente. Teoricamente, già 30ml di metanolo bastano per provocare un’intossicazione. Chi sopravvive a un’intossicazione da metanolo, senza essere stati in trattamento professionale, può subire danni agli organi permanenti, e pure la perdita della vista.

Come ci si può proteggere, per esempio in vacanza, da bibite contraffatte?
Questa è una buona domanda, alla quale non è facile rispondere. Io personalmente in casi «incerti» bevo solo bevande che provengono dalla «propria» bottiglia. Chiaramente, il pericolo che in un buon albergo servano alcol contraffatto è minore in confronto a una bettola con drinks da 1 euro. Ancora una volta, la cosa migliore è usare il proprio buon senso.

Come si può prestare primo aiuto in caso di un’intossicazione da alcol o da metanolo?
In generale allo stesso modo. Evitare che la situazione peggiori ulteriormente, per esempio mettendo la persona in una posizione stabile sul fianco, eliminando resti di vomito ecc. e chiamando un medico o un ospedale. Una misura molto utile è tenere da parte resti delle bibite o dei liquidi consumati. Spesso si tratta di intossicazioni miste, con narcotici o altre sostanze stupefacenti.


Non utilizzate queste informazioni come base assoluta per le decisioni sulla salute. In caso di problemi alla salute consultate il vostro medico o farmacista. Navigare su internet non sostituisce la consultazione medica.

Per considerazioni e input, potete contattarci per Email: mdtcsch

Inselspital

Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione del Prof. Dr. med. Aristomenis Exadaktylos, primario e direttore dell’Universitäres Notfallzentrum Inselspital (Universitätsspital di Berna).

www.insel.ch

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