In alta quota con la bici elettrica
Un elettrizzante viaggio per i lettori di «Touring»: su una Flyer dall’Oberland Bernese al Vallese è un vero divertimento per corpo e spirito. Scariche di adrenalina garantite sul Passo del Grimsel.
Con la stessa leggerezza delle farfalle sui pascoli naturali in fiore, il gruppetto pedala ad andatura di crociera sulle bici elettriche costeggiando il fiume Kander. Il tratto pianeggiante da Spiez a Frutigen via Wengi su graziosi sentieri naturali è ideale per un tranquillo rodaggio. A Frutigen il viaggio dei lettori di «Touring» dà già la sua prima emozione con la visita alla nuova serra tropicale, nelle cui vasche nuotano migliaia di storioni siberiani in acqua a 20°C, che viene successivamente impiegata anche per riscaldare la serra. Da qui si rimonta in sella in direzione di Kandersteg. L’ultimo strappo è più impegnativo, ma scendere dalla bici non è né vietato, né tanto meno una «vergogna». La mattina dopo ci vede pedalare elegantemente sulle nostre Flyer attraverso i vagoni aperti del treno navetta, fino alla carrozza adibita al trasporto di bici e moto. Grazie al tunnel del Lötschberg, in soli 20 minuti compare la stazione di Goppenstein. Sull’antica strada stretta durante la rapida discesa a valle verso Steg, il vento ci fischia nelle orecchie.
Ritorno alle radici
Perché un viaggio dei lettori di «Touring» in bicicletta elettrica irto di salite e discese, si chiederanno i lettori. La risposta è semplice: il TCS è stato fondato nel 1896 a Ginevra proprio da un gruppo di ciclisti. Uno degli scopi del gruppo era quello di creare offerte turistiche da condividere. Si tratta di servizi che incontriamo ancora oggi, come sul tratto in salita da Steg attraverso la valle del Rodano, dove il percorso è segnalato da cartelli rossi e dai pannelli recanti l’adesivo del TCS. Il tratto piano verso Naters, della durata di un’ora, invita a un’allegra chiacchierata. Come «dessert» è però prevista la salita verso Riederalp. L’impegnativa salita è l’occasione ideale per sfruttare al meglio le nostre Flyer con il livello «high», ossia con una spinta del 150% da parte della batteria. A Ried-Mörel prendiamo la funivia per affrontare comodamente l’ultimo tratto verso Riederalp.
Sali e scendi
La tappa odierna da Riederalp a Fiescheralp via Bettmeralp è un’altra piacevole pedalata, non solo sotto il profilo sportivo, ma anche sotto quello paesaggistico. Questo tratto in alta quota è accompagnato dalla vista di alcune tra le più fiere cime da tremila metri del Vallese. Nonostante tutto il pedalare, resta sempre tempo per ammirare i volteggi di una poiana e rinfrescarsi il viso in un fresco ruscello di montagna. Con tutta la nostra mobilità, a Fiescheralp passiamo sulla funivia e ci dirigiamo sull’Eggishorn. Il panorama a 360° sulle vette alpine e sull’esteso ghiacciaio dell’Aletsch ai loro piedi, inondato dalla splendente luce del sole, è una vista che colpisce tutti coloro che l’ammirano. Così come i fondisti in inverno, escursionisti e ciclisti amano il Goms nella stagione estiva. Dal villaggio musicale di Ernen, il viaggio si snoda a destra e a sinistra del giovane Rodano sui deliziosi sentieri del lato sinistro della valle, fino a raggiungere Münster, destinazione della nostra tappa. La chiesetta del paese e quella di S. Pietro sono dei piccoli gioielli, mentre il museo parrocchiale ospita alcune rarità.
Sul Grimsel
Secondo gli esperti, ogni gita in Svizzera che si rispetti deve includere il valicamento di un passo. Ecco allora che partiamo di primo mattino. Dopo un’energetica colazione che scaccia ogni incertezza dallo stomaco, ci si spalma ben bene di crema su viso e polpacci. Fino a Oberwald è un’allegra e vivace pedalata in una luminosa giornata estiva, ma da Oberwald la cadenza della pedalata si fa molto più lenta, il respiro più corto e rumoroso. Un consiglio per tutti i ciclisti che affrontano per la prima volta il Grimsel: non guardate mai in su. Le serpentine si elevano diritte come un fuso e quasi all’infinito. Prima di chiedersi chi ce l’ha fatto fare, bisogna respirare a fondo, passare al livello «high» e rallentare la pedalata. Pedala, pedala… e improvvisamente ci si imbatte nel cartello che indica l’altitudine del passo a 2164 metri. Ce l’abbiamo fatta! L’adrenalina si riversa nel sangue e si è pervasi da gioia e pure da un pizzico d’orgoglio. Riuscire a giungere sul Grimsel a 57 anni e con un paio di chili di troppo non è da tutti! Quello che ci attende è altrettanto piacevole: l’imponente lago artificiale, il restaurato ospizio del Grimsel, una deliziosa cena e finalmente una profonda dormita. Chi si applica, viene ricompensato. E in questo caso addirittura due volte: prima con una veloce discesa dall’ospizio al parcheggio di Handegg e poi con un giro mozzafiato sulla funicolare del Gelmer, che con una pendenza del 106% resta impresso a tutti i passeggeri. Consigliamo anche l’escursione attorno al lago di Gelmer, un altro lago artificiale che appartiene turisticamente al mondo del Grimsel.
Costeggiando il lago
Al termine dei nostri cinque giorni in bici elettrica in questa regione alpina, il programma prevede un tratto più lungo costeggiando la suggestiva regione bernese tra il lago di Brienz e quello di Thun. In direzione Axalp, sfiorando le cascate di Giessbach, possiamo nuovamente ammirare splendidi paesaggi. Il sentiero ciclabile verso Spiez offre l’occasione perfetta per chiacchierare e passare in rassegna tutte le emozioni vissute. Allora qualcuno osa commentare che spensieratamente sono andati via in totale 220 chilometri, e le voci fanno già trasparire un certo compiacimento per gli sforzi compiuti che giovano a corpo e spirito. In sella allora!.
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