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L’industria dell’auto, dopo il calo di vendite registrato l’anno scorso, non si riprenderà completamente neppure nel 2010. Di questo soffrono anche i fornitori svizzeri, che sono stati costretti a ridurre l’organico.
Ovunque regna la stessa lamentela: le vendite sono in calo, le produzioni eccessive e impera un malcontento generale presso i consumatori. Che l’industria dell’auto non abbia navigato in buone acque lo scorso anno è cosa ormai nota. I fatti sono particolarmente preoccupanti, ma non si è verificata la catastrofe che era stata predetta all’inizio del 2009.

Anche il mercato svizzero ha rilevato un calo nelle nuove immatricolazioni. Secondo le statistiche di «autosvizzera », nel 2009 è stato messo in circolazione il 7,8% di auto in meno (totale 266 018) rispetto al 2008, circa 22 000 veicoli in meno dell’anno precedente. Tuttavia, è doveroso sottolineare che il 2008, con più di 288000 automobili vendute, era stato un
anno particolarmente fortunato.

Cosa è lecito aspettarsi dall’anno in corso? «Poiché il mercato delle auto nuove si muove a cicli relativamente lunghi, prevediamo che anche nel 2010 vi sia ancora un calo in una quota ridotta, mentre una ripresa duratura non avverrà prima del 2011», pronostica Damian Künzi, economista e analista del Credit Suisse. «Questo perché, in tempi di disoccupazione crescente e di salari reali stagnanti, i nuovi consumatori fanno molta più attenzione ai prezzi», precisa Künzi.

Consultate l'intervista in versione integrale nel formato PDF (cf. il blocco di destra).
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