In inverno, numerosi automobilisti torneranno a togliere il ghiaccio dal parabrezza e dai vetri con il raschietto. Chi volesse risparmiarsi questa fatica invernale, può prendere in considerazione l'installazione di un riscaldatore ausiliario. Il TCS ha confrontato le caratteristiche dei riscaldatori ausiliari convenzionali con sistemi alternativi, quali un riscaldamento ausiliario elettrico e uno sbrinatore a batterie d’accumulazione. Ha anche testato vari sistemi di riscaldatori ausiliari dal profilo del prodotto.
In inverno, numerosi automobilisti torneranno a togliere il ghiaccio dal parabrezza e dai vetri con il raschietto. Chi volesse risparmiarsi questa fatica invernale, può prendere in considerazione l'installazione di un riscaldatore ausiliario. Il TCS ha confrontato le caratteristiche dei riscaldatori ausiliari convenzionali con sistemi alternativi, quali un riscaldamento ausiliario elettrico e uno sbrinatore a batterie d’accumulazione. Ha anche testato vari sistemi di riscaldatori ausiliari dal profilo del prodotto.
Per poter esaminare e valutare i diversi sistemi alle stesse condizioni, in un locale climatizzato del Laboratorio federale svizzero di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) è stato simulato uno scenario invernale: il veicolo di prova con il parabrezza precedentemente ghiacciato è stato esposto a una temperatura di -7° Celsius e a una corrente d'aria costante. Nello stand di prova del TCS per riscaldatori ausiliari i vari prodotti sono stati messi alla prova dal profilo del grado di sfruttamento, dei gas di scarico e della prestazione. Inoltre, è stata esaminata anche la situazione per quanto riguarda i gas di scarico del veicolo, con e senza riscaldatore ausiliario.
Tra le tre tecnologie confrontate dal TCS, il tradizionale riscaldamento autonomo alimentato dal carburante del veicolo offre la migliore garanzia di trovare, nello spazio di una mezz’ora, un abitacolo temperato e un parabrezza completamente senza ghiaccio. Questa tecnica assicura inoltre un preriscaldamento del motore attraverso il circuito di raffreddamento. Valutato con la menzione «consigliato», il riscaldamento ausiliario elettrico presenta un’efficacia comparabile. Ha il vantaggio di non produrre emissioni inquinanti dirette, richiede però la presenza di una presa di corrente 230 V in prossimità. Più rudimentale, lo sbrinatore ad accumulatore che produce un getto d’aria calda si rivela meno convincente. La capacità delle batterie è insufficiente per riscaldare l’abitacolo. Il suo bilancio ecologico è tuttavia positivo.
Un altro test che mette a confronto i riscaldamenti alimentati col carburante del veicolo ha mostrato prestazioni equivalenti. I 4 modelli Webasto e Eberspächer hanno ottenuto la menzione «consigliato», anche se i prodotti Webasto si distanziano leggermente. D’altra parte, un test non ha confermato le affermazioni pubblicitarie secondo cui i riscaldamenti ausiliari compensano il maggior consumo di carburante iniziale con una più rapida entrata in temperatura del motore. Un veicolo non preriscaldato ha consumato 0,81 l di benzina su un percorso tipo di 11 km. Preriscaldato, lo stesso veicolo ha richiesto 0,71 l, quantità alla quale va aggiunto lo 0,28 l consumati nel preriscaldamento (25 min.). Nel complesso quindi un maggior consumo di 0,2 l. Questo risultato modesto si spiega con il fatto che le auto moderne richiedono una fase di riscaldamento più breve. In condizioni simili (–7 gradi), un riscaldamento ausiliario produce basse emissioni di CO e idrocarburi. In compenso, le emissioni di NOx in ciclo normale della vettura a benzina sono quasi raddoppiate. La versione diesel si distingue inoltre per un tasso più elevato di particelle. Collegato alla rete, il riscaldamento elettrico DEFA ha un influsso nettamente migliore sulle emissioni e sul consumo. Da notare che l’installazione di un riscaldamento ausiliario è molto meno cara sulle auto diesel con riscaldamento rafforzato.