Oltre al grado di sicurezza durante prove su strada e di collisione, si è tenuto conto anche della maneggevolezza e della concezione. Tutti i modelli esaminati hanno ottenuto perlomeno la menzione »consigliato».
Sono stati presi in considerazione sia modelli di produttori rinomati come anche alternative meno care, disponibili nel commercio di ricambi d’auto oppure online. I risultati ottenuti sono comparabili a causa delle caratteristiche simili dei prodotti esaminati: tutti i box testati hanno infatti un carico massimo oscillante tra i 50 e i 75 kg, un volume utile – sulla base delle indicazioni del produttore - tra i 400 e 550 litri e sono in grado di trasportare da 4 a 6 paia di sci.
Saltano subito all’occhio le notevoli differenze in merito al rapporto prezzo/prestazione. Benché i risultati del test siano del tutto paragonabili, alcuni prodotti costano più del doppio: il Thule Dynamic 800, per esempio, costa 960 franchi, mentre il modello ATU Jetbag Family 455 appena 360. Durante il test sono inoltre emerse differenze importanti quanto a maneggevolezza e concezione.
In merito alla maneggevolezza, in generale viene criticato il montaggio, risultato talvolta complicato e laborioso. Per esempio, l’Husky XXL di Kamei si lascia aprire solo da un lato, mentre le viti di fissaggio sono situate troppo esternamente. Va menzionato invece in positivo il Dynamic 800 di Thule; si tratta di un modello che si lascia aprire da entrambi i lati, che dispone di un vano di carico con un bordo basso e che è dotato di un buon impianto di chiusura, nonché di un sistema di tensionamento rapido, efficace e facile da utilizzare.
Per quanto riguarda la concezione dei box, appare subito evidente che il volume utile indicato dal produttore è, per tutti i modelli considerati, superiore a quello effettivamente misurato. Anche il Dynamic 800 di Thule, peraltro »molto consigliato”, dispone in realtà di un volume utile del 30% inferiore rispetto a quanto riportato sulla scheda tecnica.
Tutti e sette i box da tetto hanno superato relativamente bene il cosiddetto City-Crash, una prova di collisione a 30km/h: in nessuno dei modelli testati sono emerse lacune rilevanti a livello di sicurezza o ulteriori manchevolezze. Va tuttavia citato un aspetto negativo, ossia il fatto che all’interno del box molte cinghie di fissaggio si sono strappate, facendo scivolare il carico. Nel box prodotto da Rameder si è addirittura staccato l’ancoraggio posteriore. In nessun caso si è verificata una perdita del carico oppure il distacco di un box dall’automobile.
In merito alle prove su strada (manovre per evitare un ostacolo, frenata brusca, test fuoristrada), quasi tutti i prodotti ottengono la valutazione da »buono» a »molto buono». Sulla base dei risultati solo il modello Atera delude, perché il suo sistema di tensionamento rapido non si irrigidisce a sufficienza. Soprattutto in caso di forte carico, l’improvviso spostamento del box può provocare un pericoloso ribaltamento.
La penetrazione di acqua è un problema che riguarda pochi casi; solo nei modelli di Thule e Rameder è stata constatata una leggera infiltrazione.Tuttavia, oggetti sensibili all’acqua non andrebbero sistemati o trasportati nel box da tetto. In caso di temperature chiaramente inferiori allo zero, i box diventano un po’ più fragili: sono quindi più esposti a piccole crepe e graffiature. Nel caso del Mont Blanc Vista 450 è stata inoltre notata una piccola fenditura. Infine, va fatto notare che i box da tetto vanno installati solo in caso di necessità. Infatti, non solo causano fastidiosi sibili d’aria, ma anche un aumento - fino al 20% - del consumo di carburante.